RAPINATORE CALENO ARRESTATO A LUCCA DA UN COMPAESANO

 

Gazzetta di Caserta, 24 agosto 2010

 

Ladro e agente, nati a Calvi Risorta, vivevano in Toscana da anni ma con stili di vita diametralmente opposti. Era appena tornato dalle vacanza, fatte con i soldi frutto delle rapine, quando è stato arrestato dalla polizia. Il 47enne Silvano Ranucci, originario di Calvi Risorta nel casertano, sposato e padre di 4 figli, è stato catturato dalla squadra mobile di Lucca grazie alle indagini gestite da un suo compaesano, anch‘egli emigrato in Toscana anni fa, ma per seguire una strada totalmente opposta al suo conterraneo.

 

La Squadra Mobile della Questura di Lucca ha catturato un pericoloso rapinatore, che aveva seminato il panico in città e nella immediata periferia, autore di tre rapine a mano armata in poco più di due settimane. Si tratta del 47enne Silvano Ranucci, nullafacente, sposato e padre di 4 figli, originario di Calvi Risorta.

 

La prima rapina e' avvenuta il 17 luglio ai danni della Sala giochi di via delle Tagliate a Sant'Anna: qui, l'uomo si è introdotto armato di pistola e travisato da un cappellino da baseball, ha puntato l'arma alla fronte del gestore, facendolo inginocchiare e minacciandolo a più riprese di ammazzarlo. Il gestore fu costretto ad aprire la cassaforte e consegnargli la somma di 3.257 euro.

 

La seconda rapina avvenne il 23 luglio ai danni del distributore Agip di viale Luporini, sempre a Sant'Anna, con analoghe modalità: il rapinatore si presentò parzialmente travisato, entrò nel gabbiotto dove si trovava il gestore e minacciandolo di sparargli si fece consegnare la somma di 4.200 euro, per poi allontanarsi con una auto di colore scuro con targa contraffatta.

 

La terza ed ultima rapina è avvenuta il 5 agosto scorso, in città, ai danni dell'oreficeria di piazza Santa Maria: qui il rapinatore solitario, stavolta sotto la minaccia di un taglierino, si fece consegnare dalla commessa, la somma di 1.565 euro, per poi allontanarsi indisturbato.

 

Le indagini, condotte attraverso lo screening sul modus operandi e sui pochi elementi desumibili dai filmati acquisiti, hanno orientato le indagini verso un pregiudicato già residente in Versilia, e da un paio di anni gravitante tra San Macario e Sant'Anna, ben conosciuto dal dirigente della Squadra Mobile Virgilio Russo perché come lui nativo dello stesso paese dell'Alto Casertano, Calvi Risorta.

 

I poliziotti della Squadra Mobile hanno pertanto rintracciato Silvano Ranucci e tratto in arresto al ritorno delle vacanze, nel fine settimana appena trascorso.  Insomma, Calvi Risorta, nella vicenda ha recitato un doppio ruolo: offesa nell'onore da Ranucci, è stata prontamente riscattata dall'azione del vice questore Russo che ha stretto le manette ai polsi del rapinatore caleno. Tra le paure degli italiani, la criminalità si classifica al secondo posto, soprattutto nelle aree urbane: preoccupazione pubblica superata soltanto dalla disoccupazione.

 

E tra i più timorosi figurano le donne, gli anziani, e persone poco informate e senza reti sociali. Sono alcuni risultati emersi dalla ricerca  condotta dal Dipartimento “Rismes” (Ricerca Sociale e Metodologia Sociologica “Gianni Statera”) della Facoltà di sociologia dell'Università La Sapienza, presentata stamani durante un convegno presso il Centro Congressi della Facoltà. Tema dell'indagine: "La criminalità diffusa a Roma. Percezione sociale del rischio e uso della città”, che ha analizzato la percezione, le reazioni e gli effetti sociali che la criminalità produce: La ricerca è stata svolta attraverso interviste face-to-face in collaborazione con altri gruppi universitari di Milano, Torino, Firenze e altre città.

 

Dallo studio - collocato tra i 6 progetti di ricerca scientifica di rilevanza e interesse nazionale, finanziati dal Miur - emerge che nelle diverse realtà metropolitane la percezione del rischio di criminalità raggiunge i livelli più alti nella classifica delle paure degli italiani.

 

Alla domanda “Come definirebbe in termini di pericolo, rispetto alla piccola criminalità, la zona dove Lei abita?”, le risposte hanno messo in luce una percezione della situazione di medio-bassa apprensione sociale che si pone in un certo senso in frizione, se non in antitesi, con l'allarmismo dei mass media e di taluni attori politici locali e nazionali". Infatti, su 702 intervistati, solo l'8% ritiene la sua zona “molto pericolosa" e il 23,8% "abbastanza pericolosa", ma per la maggioranza (60,1% la zona è “poco pericolosa" o per niente (8,1%). Per quanto riguarda il sentimento di insicurezza personale, le risposte confermano quelle precedenti: il 26,1% delle persone interpellate si sente “molto sicuro” nel camminare per strada da solo nella zona in cui abita quando è buio, il 40,1% "abbastanza", il 21,5% “poco”, il 12,3% “per niente".