RITORNA LA DITTA ALFANO AL CIMITERO: E’ TUTTO REGOLARE?

 

Calvirisortanews, 06 maggio 2010

 

Vito Taffuri

 

Intanto, viene anche a galla l'ennesima marcia indietro della maggioranza sull'affidamento di alcuni lavori pubblici. Tocca alla ditta Alfano, incaricata della manutenzione cimiteriale, trovarsi al cospetto di una retromarcia improvvisa degli uomini di Caparco.


Solo due settimane dopo la sua elezione a sindaco, infatti, Antonio Caparco con il consigliere con delega al cimitero Claudio Zitiello, aveva compulsato gli organi competenti per rimuovere in tempi rapidi la ditta Alfano dall'incarico. Con la determina n° 136/del 04 Maggio 2010, a firma dell’ingegnere Sergio Santillo, concede nuovamente alla ditta di Arzano la piena fiducia, nonostante la stessa sia incappata in reati seri come la corruzione aggravata per un atto contrario ai doveri d’ufficio cui il gip del Tribunale di Lecce aveva applicato la misura interdittiva del divieto di stipulare contratti con la pubblica amministrazione.


Un bel fardello, non c'è che dire, soprattutto se si pensa che, quando la Alfano era stata interdetta dalle gare ad incanto, non aveva ancora stipulato affari con Calvi Risorta, ma solo dopo la scoperta dell'inghippo, il sindaco Caparco aveva fatto ferro e fuoco per mandare via gli imprenditori di Arzano. Oggi, invece, dall'ufficio tecnico comunale è stata sfornata una determina che rinnova la fiducia alla tanto criticata Alfano e, addirittura, non tiene nemmeno conto delle misure restrittive che la società di Arzano si era vista irrogare dal Tribunale di Lecce.


Si tratta della ennesima, inspiegabile, folgorazione sulla via per Damasco che, come le precedenti, vede protagonisti i tre uomini che ruotano intorno all'utc caleno: Antonio Caparco, Sergio Santillo, capo dell'ufficio e l'assessore alle attività produttive, Pietro Martino. Caparco come Zacchia, ha sfoderato un decisionismo spaventoso quando si è trattato di mettere in mora un lsu del Comune; Caparco come Zacchia sta facendo lavorare la Gea, per la pubblica illuminazione; Caparco come Zacchia non vede cosa ci sia di strano a lasciare i cittadini in mano alla Pubblicalifana. Manca solo che reintroduca gli autovelox e poi siamo a posto.

 

Il caso cimitero somiglia alla questione Gea, prima il responsabile revocava, poi gli ridava fiducia. Insomma, un bisticcio di revoche, che però a Bonacci gli costò un rinvio a giudizio e una condanna della corte dei conti per migliaia di euro, speriamo che non finisca anche in questo caso così.