Programmare gli investimenti per creare occupazione

 

Rinascita Calena, 10 marzo 2010

 

“Il nostro territorio da anni non trova la via per un serio sviluppo, occorre, dunque, approntare una seria programmazione degli investimenti per rilanciare l’economia e di conseguenza l’occupazione”.

 

Antonello Bonacci, capogruppo in Consiglio Comunale e candidato alle prossime elezioni provinciali, pone l’accento sul tema del lavoro e sull’economia.

 

“Il vero limite della nostra realtà provinciale e locale è la mancanza di un programma serio che stabilisca in quali settori investire, individui le aree disponibili e favorisca in primo luogo le aziende e gli imprenditori presenti sul territorio, favorendo le vocazioni del territorio. Rendiamoci conto che, fatta eccezione per poche realtà, oggi trovare occupazioni nei settori produttivi in Terra di Lavoro è impresa assai ardua.

 

Allora, non resta che emigrare oppure arrangiarsi alla meno peggio. A questa situazione, grave e colposa, occorre dirlo, c’è una sola soluzione: investire per la valorizzazione delle nostre risorse e delle competenze. Le materie prime non mancano, altrettanto i buoni propositi e per fortuna c’è anche chi è disposto ad investire in una realtà difficile come la nostra. Alla politica spetta il compito di promuovere l’incontro tra questi elementi per favorire gli investimenti e di realizzare effettive opportunità di lavoro. Il primo passo è la programmazione partecipata.

 

Per una buona ed efficace programmazione pubblica bisogna, senza indugio, coinvolgere tutti gli attori sociali interessati: investitori, associazioni di categoria, lavoratori e pubbliche amministrazioni. Quanto più i progetti sono condivisi tanto più saranno concretamente realizzabili in tempi brevi e in modo duraturo. La piccola e media impresa, di prodotti artigianali, della trasformazione di prodotti agricoli, del turismo trova terreno facile e si può senza dubbio innescare circuiti virtuosi.

 

Chi si impegna a rappresentare la popolazione in un contesto quale quello provinciale deve avere bene chiari gli obiettivi programmatici da realizzare e nessun tema è più urgente delle politiche occupazionali e produttive. Qui non si tratta di “tirare a campare” o di far fronte all’ordinaria amministrazione, ma di agire secondo coordinate politiche ben precise per il conseguimento di obiettivi chiari e strutturati.

 

A tal proposito, mi sento di prendere nettamente le distanze da chi, demagogicamente, si occupa distintamente di politiche imprenditoriali e di lavoratori. Il discorso è unitario e prioritario: impegnare le risorse in investimenti seri per generare occupazione, questo è il punto”.