Riceviamo in data 07 febbraio 2010 dai Consiglieri di maggioranza dei Democratici Caleni con preghiera di pubblicazione

 

LETTERA APERTA AL NOSTRO “MIGLIORE ALLEATO”: GIACOMO ZACCHIA

 

La noia che suscita in noi tutti il consigliere di minoranza Giacomo Zacchia, raggiunge ad ogni sua sortita livelli sempre più elevati ed inimmaginabili. La cosa più incredibile, però, è notare come, nell’arco di appena due settimane dalla sua ultima lettera aperta, la sua innata propensione alla bugia e la sua scarsissima attitudine con la matematica e con i conti in genere siano enormemente peggiorate: ed è altresì di una ilarità assurda leggere che le sue puntualizzazioni siano un modo “per ristabilire la verità dei fatti”, quando la verità non ha di certo mai albergato dalle sue parti. 

 

Tuttavia, se il consigliere vuole metterla su un piano strettamente tecnico, che ben poco può interessare alla cittadinanza, avrà comunque quelle risposte che, a quanto pare, ha inutilmente cercato negli atti in suo possesso.

 

CONTRIBUTO ORDINARIO

Il nostro invito al Commissario a ridurre lo stanziamento del Contributo Ordinario, era dettato dal taglio che il Ministero dell’Interno – in ottemperanza all’articolo 2 dell’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3657 del 20/02/2008 – ha iniziato ad operare dall’anno 2008, e che proseguirà fino al 2011, per il recupero delle somme dovute dal comune di Calvi Risorta al Commissario Delegato per l’Emergenza Rifiuti, per il servizio di smaltimento effettuato dal 2006 al 2007, per complessivi € 421.504,89.

 

Tali somme, infatti, non sono state integralmente previste nei rispettivi bilanci di previsione, sebbene questa circostanza fosse stata da noi più volte segnalata in consiglio comunale ai membri della defenestrata amministrazione, che nella loro arroganza, hanno sempre negato l’esistenza di tale debito (vizio che a quanto pare non hanno ancora perso), adducendo a sostegno di questa tesi l’avvio di contenziosi infondati: quando poi il Ministero ha iniziato a trattenere le somme effettivamente dovute, con corrispondenti tagli ai trasferimenti, ci si è accorti troppo tardi che mancavano all’appello ben 71.725,29 €. Ma torniamo a noi.

 

L’aumento dello stanziamento del Contributo effettuato a novembre 2009, ha portato lo stesso ad € 413.114,28, in piena coerenza con quanto da noi indicato al Commissario, essendo stato effettuato non sulla base dell’OPCM 3657/2008, ma sulla base di quanto previsto dall’articolo 2, comma 2, del decreto legge n. 168 del 23/11/2009, che ha comportato la restituzione al comune, per l’anno 2009, di un importo pari ad € 70.442,78, relativo ai rimborsi dell’ICI ex rurale. Ora, se la matematica non è una opinione (come invece lo è per il nostro caro ex), aggiungendo ai 361.000,00 € da stanziare sulla base dei tagli ministeriali – dovuti al mancato pagamento delle fatture pervenute nel 2006 e nel 2007 – i 70.442,78 € spettanti in base alla normativa sopravvenuta, che il consigliere di minoranza Zacchia evidentemente ignora, si arriva ad € 431.442,78. L’aver stanziato € 413.114,28 è indice di quella prudenza contabile che abbiamo suggerito di utilizzare al Commissario, e che in 4 anni e mezzo di disamministrazione Zacchia non è stata invece mai adottata. Ovviamente, con le sue affermazioni, dimostra ancora una volta di voler fare opposizione sul nulla più assoluto, e di voler polemizzare soltanto per giustificare la propria esistenza politica.

 

PASSAGGIO TARSU-TIA

Il termine per il passaggio era fissato al 30/06/2009, per cui ad aprile 2009, all’atto cioè dell’approvazione, da parte del Commissario, del bilancio 2009 – che è un documento previsionale valido fino al 31/12/2009 – era evidentemente necessario predisporre un adeguato stanziamento di somme per attuare gli adempimento necessari. La ulteriore proroga fino al 31/12/2009 è infatti intervenuta solo il 1° luglio 2009. Anche in questo caso, il consigliere Zacchia fa riferimento ad una dimensione spazio-temporale tutta sua.  

 

PROVENTI AUTOVELOX

È davvero paradossale che il fautore di un appalto così scellerato, come quello del noleggio dei due famigerati autovelox, pensi ancora di poter sentenziare sull’argomento. L’appalto posto in essere durante la passata amministrazione è stato infatti censurato nell’ordine:

1) dai consiglieri di minoranza;

2) dal Ministero dei Trasporti (con una risoluzione che ha fatto storia);

3) dall’Autorità di Vigilanza;

4) da autorevoli commentatori su siti internet specializzati;

5) dalla Comandante della Polizia Municipale;

6) dal Segretario Comunale;

7) dalla Procura della Corte dei Conti (che ha ipotizzato anche un possibile danno a carico degli ex amministratori);

8) dalla Prefettura;

9) dal Commissario Prefettizio che li ha addirittura rimossi;

10) dai Giudici di Pace di Pignataro Maggiore, che hanno accolto in massa decine di migliaia di ricorsi, sentenziando l’irregolarità della segnaletica e la non rispondenza delle apparecchiature ad alcuna esigenza di sicurezza della circolazione stradale;

11) dalla Procura della Repubblica, che ha notificato un avviso di garanzia, per gravi ipotesi di reato, a molti ex amministratori, compreso il consigliere Zacchia, già imputato per abuso d’ufficio in altra vicenda giudiziaria.

 

L’unico risultato ottenuto è stato quello di aver ingolfato la macchina comunale (polizia municipale e protocollo), arricchito una ditta privata (erogando alla stessa lo scandaloso aggio del 42,75% sui proventi riscossi, che poteva invece essere utilizzato a favore della collettività) e creato un buco in bilancio di diverse centinaia di migliaia di €, visto che tra noleggio, spedizione, ricorsi, visure, costo del personale e somme vincolate, si è speso molto di più di quanto incassato!!!

 

Siamo infatti l’unico comune d’Italia che, con gli autovelox, non solo non ha impinguato le casse comunali, ma ha addirittura rischiato il dissesto finanziario: per fortuna che è intervenuta la Procura a fermare questo scempio. Per il resto, se solo conoscesse la normativa in materia, il consigliere Zacchia saprebbe anche che quei fondi vengono utilizzati rispettandone i vincoli di destinazione.

 

ANTICIPAZIONE DI CASSA

Al Commissario si chiedeva di prevederla e così è stato fatto. Nel corso dell’anno è stata ridotta perché si è saputo programmare, in maniera oculata, la gestione della scarsa liquidità esistente.

 

INVENTARIO

La risposta è stata data dallo stesso Zacchia. Per redigere un inventario a norma ci vogliono almeno 20.000,00 €, per cui tenere in piedi uno stanziamento di 7.000,00 € era del tutto inutile: si è preferito dirottarlo sulle scuole, tanto trascurate negli ultimi 5 anni, tanto che i ragazzi e le loro intere famiglie hanno dovuto affrontare l’enorme disagio dei doppi turni (anno 2008).

 

DEBITI FUORI BILANCIO

Ridicola è l’affermazione che lo stanziamento iniziale di € 30.000,00 per la copertura dei debiti fuori bilancio sia “frutto di risparmi di spesa”. Gli stanziamenti del bilancio vengono fatti sulla base delle entrate che si prevedono di accertare e delle spese che si prevedono di impegnare nel corso dell’intero anno: non vi è perciò alcun collegamento con inesistenti risparmi di spesa che dovrebbero tradursi in avanzo di amministrazione, di fatto non applicato dal Commissario all’atto dell’approvazione del bilancio. Ciò detto, siamo proprio curiosi di vedere se il consigliere di minoranza Zacchia avrà il coraggio di presenziare in aula consiliare quando, tra poco più di un mese, porteremo in discussione il riconoscimento di centinaia e centinaia di migliaia di € di debiti fuori bilancioriferibili a quella parte dei 4 milioni di € di richieste di pagamento e fatture inevase, maturate negli anni 2004/2009, senza alcuna copertura finanziaria – sui quali gli uffici stanno completando una lunga ed attenta operazione di riscontro. Vedremo, a quel punto, se avrà ancora l’ardire di parlare di avanzi, debiti, mutui o di dare numeri a caso: confronteremo, infatti, l’avanzo lasciato con i debiti lasciati, e vedremo l’ordine di grandezza dell’uno e degli altri!!!

 

VARIE ED EVENTUALI

Gli eventuali squilibri di bilancio vengono verificati a consuntivo, e non a preventivo, visto che per legge i bilanci vengono deliberati in pareggio. Ed è solo a consuntivo che la Sezione di Controllo della Corte dei Conti, e non la Procura (evidentemente sempre nei pensieri del consigliere Zacchia), effettua eventualmente dei rilievi. Questo ovviamente non gli impedisce di mandare inutili segnalazioni ad organi non competenti: otterrà – come ha sempre ottenuto negli ultimi 5 anni, durante le sue “guerre personali” condotte contro funzionari, giornalisti, consiglieri, imprenditori e semplici cittadini – solo e soltanto archiviazioni. Quelle archiviazioni che, viceversa, non sempre sono arrivate sulla base degli esposti fatti contro taluni degli atti illegittimi posti in essere durante la sua amministrazione.

 

Le circa 400 richieste di atti ed interrogazioni presentate dal consigliere Zacchia a partire dall’insediamento della nuova amministrazione, ognuna delle quali fa riferimento a decine e decine di atti (spesso addirittura inesistenti), sono state in piena trasparenza sempre evase – compatibilmente con le attività straordinarie degli uffici, impegnati a tempo pieno a porre rimedio ad anni di sfascio amministrativo –, e quelle che non era possibile evadere, perché non conformi alla legge ed ai regolamenti, sono state regolarmente rifiutate: se il consigliere ritiene che il diniego oppostogli non sia legittimo, è in sua facoltà ricorrere al TAR.

 

Sulla trasparenza è meglio lasciar stare, perché non possiamo di certo accettare lezioni da imputati ed indagati per abuso d’ufficio, politici durante il cui operato sono divenuti familiari, in modo davvero imbarazzante ed inquietante, termini e locuzioni come “commissioni d’accesso”, “infiltrazioni camorristiche”, “killer stragisti dei casalesi”, “arresti”, “scioglimenti” e via discorrendo. 

 

Umanamente, tuttavia, comprendiamo lo sfogo dettato dalla solitudine politica di chi è stato ormai abbandonato da tutti, e siede da solo in consiglio comunale, allontanato persino da coloro insieme ai quali è stato eletto. La fedeltà logora ed imbarazzante di quattro cortigiani, lo spinge forse a cercare di rinnovare un passato che non tornerà più, nonostante continui strombazzamenti e comunicati che nessuno più legge; ma è uno sforzo vano che rende del politico una immagine pietosa, e ne fa il paradigma del cattivo amministratore che non accetta l’inappellabile verdetto del popolo e che, difficilmente, potrà sottoporsi di nuovo al suo giudizio.

 

Calvi Risorta, 07/02/2010

 

 

I Consiglieri di maggioranza dei Democratici Caleni