E FU LUCE
(DI NUOVO) SULLA “PICCOLA LOURDES” CALENA
Calvirisortanews,
25 agosto 2008
Vito
Taffuri
Dopo un mese di buio totale scivolato all’improvviso sulla perla sacra della frazione Visciano di Calvi Risorta, don Enzo Gravante ci ripensa e riaccende le luci alla Piccola Lourdes. I primi bagliori di luce qualche giorno fa quando il giovane sacerdote trasferito da Teano ha girato l’interruttore e la sagoma del luogo sacro è riaffiorata alla vista degli innumerevoli viandanti sull’autostrada del Sole e dei fedeli caleni che nei momenti di sconforto potranno nuovamente rivolgere lo sguardo verso l’alto e ritrovare la memoria.
La tradizione è salva e le tenebre sconfitte. Ed è salva anche quella felice
memoria di Padre Bartolomeo a cui i caleni sono
legatissimi e riconoscenti per l’impegno da questi profuso per un’intera
esistenza. Perché quelle luci hanno un’anima: quella dei
devoti che obolo su obolo, con mille sacrifici, togliendosi letteralmente il
pane dalla bocca, gli hanno donato.
Tutto lì, sebbene appartenga
legalmente alla parrocchia, indirettamente alla curia e quindi alla Chiesa, è
frutto di sacrifici e atti di devozione.
Ecco perché l’atto di spegnere le luci è sembrato uno
strappo, una presa di distanza tra la popolazione locale ed il nuovo arrivato.
Nuovo arrivato che però, occorre ammettere, ha avuto il coraggio di tornare sui
suoi passi. Non è da poco. La notte, il buio, gli hanno portato consiglio?
Bene, comunque. Anche se ci
avesse ripensato dopo aver letto le nostre reprimende su questo sito internet,
oppure su consiglio del chierichetto e persino del Vescovo diocesano Arturo Aiello.
Comunque sia andata è stato un piccolo miracolo della
ragione e della ragionevolezza. La ragione? Quella dei fedeli ai quali non era
andata proprio giù l’idea che qualcuno avesse deciso di rabbuiare la torre
campanaria ed il suggestivo crocefisso. La
ragionevolezza? Ma quella di don Enzo Gravante, naturalmente,
che ha avuto la sensibilità e l’intelligenza di non innescare un braccio di
ferro con i suoi nuovi parrocchiani.
La struttura sorta nel 1992 grazie alla devozione di un
contadino che pose nel suo terreno una statuina della Madonna di Lourdes.
E poiché la collina dei Martini, si riempiva sempre
più di fedeli, fu necessario creare uno spazio più ampio e costruire anche un
piccolo altare davanti alla statuina. Iniziava, così il cammino di questo
piccolo Santuario; da allora il gruppo di preghiera è aumentato sempre più e
con l’aiuto di benefattori si è arricchito di tanti elementi di devozione.
La bella Via Crucis e i misteri dei rosario conducono
alla sommità della collina, dove si erge solenne una croce maestosa con un
espressivo Gesù Crocifisso. Una bellissima cappella con all’interno una statua della Madonna di Fatima e di San
Paolo della Croce, fondatore dei Passionisti con annesso campanile fornito di
ben 5 campane e un grande orologio. Nell’interno della cappella c’è un affresco dell’Ultima Cena del pittore Ciccarelli Francesco.
Il Santuario è arricchito di un caratteristico presepe
artistico; di una bellissima cappella della Pietà con le statue dell’Addolorata
e di S. Giovanni evangelista; della cappella per il Santo cappuccino “Pio di Pietrelcina”; di un artistico tempietto della Misericordia
con la statua del cuore di Gesù e il quadro di Gesù misericordioso.
Tutto questo non poteva restare al buio e per questo ci sentiamo
di dire: grazie don Enzo Gravante di aver avuto l’umiltà e la saggezza di chi
ritornando sui suoi passi e sulle sue decisioni ammette di aver sbagliato.
Sbagliare è umano, perseverare sarebbe stato diabolico
e ammettere gli errori avvicina ai santi.