Caserta24ore,
13 dicembre 2007
Ancora
un’altra interessante giornata di archeologia presso
la sala consiliare del comune di Calvi Risorta. Grazie all’Archeoclub
Cales, infatti, sabato 15 dicembre, alle ore 17, saranno presentati i risultati
dei lavori di diserbo dell’Arco
di Trionfo e delle Terme romane di San Leo. Il convegno, dal titolo “Idee e
progetti per il recupero dell’Antica Cales”; sarà caratterizzato dalla presenza
di responsabili della Soprintendenza archeologica e dell’Archeoclub
d’Italia.
Un’occasione da non perdere per conoscere lo stato
dei lavori in corso ai Cunicoli caleni; ma anche
discutere sullo stato attuale dei progetti finalizzati alla creazione del Museo e del Parco Archeologico
caleno.
Alla
manifestazione, che ha il patrocinio morale del Comune di
Calvi Risorta, parteciperanno il sindaco Giacomo Zacchia, l’assessore ai
Beni Culturali Piero Salerno, il consigliere nazionale dell’Archeoclub
d’Italia Giuseppe Petrocelli, la responsabile
dell’Ufficio caleno della Soprintendenza Archeologica dott.ssa
Colonna Passero e il Presidente dell’Archeoclub
Cales, Paolo Mesolella che coordinerà i lavori.
Oltre
ai vari interventi sulle evidenze archeologiche calene, comunque,
ci saranno due interessanti contributi filmati. Il primo documenta i lavori di diserbo fatto dai soci dell’archeoclub
Cales all’Arco di trionfo del console romano Valerio Corvo; il secondo, invece,
documenta i lavori alle Terme romane appena conclusi,
durante i quali è stata demolita una baracca di lamiere costruita sul
monumento. E questo grazie ai volontari dell’Archeoclub, Erminio Zona, Gianluca Parisi,
Giuseppe Gallina e Ilda Bottone guidati dal presidente prof. Paolo Mesolella.
Particolarmente
importante è stata la demolizione della baracca di lamiere, bidoni, pali e
ferraglie fissate all’antica cisterna. I poveri resti di questo
edificio termale, quindi, dopo tanti anni rivedono la luce.
Eppure
le strutture del monumento si possono datare intorno alla prima metà del I sec.
d. C., ed il muro in opus caementicium
fino al 1928 era impostato su tre ordini differenti, ben conservati. Il primo,
quello inferiore, era costituito da una parete liscia alta tre metri, il
secondo era traforato da finestroni, il terzo aveva
nicchie rientranti e paraste sporgenti alte due metri. L’operazione di diserbo è stata chiaramente avviata grazie alla
disponibilità dei proprietari del terreno e della Soprintendenza archeologica.
Le Terme di San Leo, fino a ieri erano praticamente
irriconoscibili, coperte da una fitta vegetazione.
Ora, però, dopo la campagna di pulizia avviata dall’Archeoclub, sono ritornate visibile e più sicure staticamente. Nel mese di ottobre, spiega il presidente Mesolella, abbiamo continuato l’opera di recupero con la ripulitura della sommità del monumento e con lo spruzzo di liquido diserbante per cercare di fermare la crescita di erbe infestanti.