AMMINISTRAZIONE
CIVICA ZACCHIA: IL SENATORE NOVI TRASCINA CALVI RISORTA IN PARLAMENTO
Calvirisortanews, 13 dicembre 2007
Vito Taffuri
Con un’interrogazione pubblicata il 12 dicembre 2007, e
rivolta ai Ministri delle Finanze, dell’Interno, dei Trasporti e della
Giustizia, il senatore Emiddio Novi, illustre esponente della commissione bicamerale
antimafia, da sempre distintosi nella denuncia delle presunte connivenze tra
politica e criminalità organizzata, ha portato all’attenzione del governo la
preoccupante situazione del comune di Calvi Risorta, evidenziando tutta una
serie di presunte irregolarità che vanno dall’anomala gestione del bilancio e
del personale alle violazioni degli strumenti urbanistici vigenti, dal mancato
rilascio degli atti ai consiglieri alle numerose presunte irregolarità presenti
nelle gare d’appalto.
Tra queste ultime vengono citate
quelle relative a: noleggio degli autovelox; affidamento temporaneo del
servizio di raccolta rifiuti; servizio di efficientizzazione
energetica aggiudicata al Consorzio GEA; piscina comunale; acquisto del parco
gioco nella villetta di Petrulo e ampliamento del cimitero comunale.
Il senatore conclude chiedendo al
Ministro dei Trasporti di sospendere l’appalto degli autovelox, già censurato
dallo stesso Ministero e dall’Autorità di Vigilanza, che vedrà a giorni la
notifica di numerosi verbali ai cittadini di Calvi Risorta e dintorni; al
Ministro delle Finanze e della Giustizia di appurare le presunte irregolarità
contabili segnalate; al Ministro dell’Interno di rimuovere dalla carica, con
apposito provvedimento ex art. 142 del TUEL, il sindaco di Calvi Risorta.
Il senatore aveva già rivolto due interrogazioni al
Ministro dell’Interno, in data 16 maggio e 4 luglio 2007, dove aveva passato in
rassegna anche i pesanti atti di intimidazioni che
alcuni imprenditori e giornalisti di Calvi (compreso l’editore del sito
www.calvirisortanews.it, Vito Taffuri) avevano subito, anche da parte di noti
esponenti della criminalità organizzata.
Anche a seguito di tali interrogazioni il Prefetto ha
nominato, lo scorso mese di agosto, una Commissione
d’accesso prefettizia per verificare le possibili ingerenze della criminalità
nell’attività amministrativa del nostro comune: tale attività
di riscontro dovrebbe concludersi presumibilmente il prossimo mese di febbraio.
Nel frattempo la Procura ha aperto numerosi fascicoli
d’indagine a carico di amministratori e funzionari
comunali che, lo scorso 30 ottobre, hanno visto anche l’emissione di
provvedimenti restrittivi a carico del titolare della “Tecnopolimer
s.r.l” (società di Sessa Aurunca
che ha fornito il parco giochi installato nella villetta comunale), e l’ormai
ex funzionario dell’ufficio tecnico. Come se non bastasse la stessa Autorità di
Vigilanza sui Lavori Pubblici ha deciso di vederci
chiaro, avviando un’articolata attività d’indagine sugli appalti del triennio
2005/2007.
Insomma un vero e proprio cerchio di fuoco che sta
stringendosi attorno all’amministrazione comunale, retta dal sindaco Giacomo
Zacchia, che avrebbe dovuto ridare lustro alla nostra comunità e che, a quanto pare, ne ha reso famoso il nome soltanto nelle aule
giudiziarie e del Parlamento Italiano per situazioni davvero poco lusinghiere.
Riportiamo
di seguito le tre interrogazioni del senatore Emiddio Novi sul comune di Calvi Risorta, e l’interrogazione del senatore Michele
Florino citata dallo stesso Novi:
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Legislatura 15 Atto di Sindacato Ispettivo n°
4-03205
Atto n. 4-03205 Pubblicato il 12 dic
2007 Seduta n. 266
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NOVI - Ai Ministri dell'economia e
delle finanze, dell'interno, dei trasporti e della giustizia. -
Premesso che, per quanto risulta
all’interrogante:
il Comune di Calvi Risorta (Caserta),
relativamente al bilancio di previsione 2007, ha determinato per l’anno 2007,
con la deliberazione di Giunta municipale n. 64 del 19/04, le tariffe della
TARSU, ed ha stimato in euro 650.000,00 il relativo gettito d’entrata, a fronte
di un'entrata certa e documentata di appena 415.218,06 euro, con uno squilibrio
di bilancio di ben 234.781,94 euro;
vi è stato il mancato rispetto dei
vincoli previsti dall’art. 208, comma 4, del C.d.s.
(sono state vincolate solo il 28,62% delle entrate da violazioni e non il 50%)
e ciò ha determinato, tra l’altro, uno squilibrio del bilancio 2007 assestato
di ulteriori 128.109,99 euro;
le spese postali previste in
bilancio sono sufficienti per l’invio di verbali per violazioni al C.d.s. per un controvalore di 154.000,00 euro, a fronte di
una previsione di entrata di 600.000,00 euro, con un ulteriore squilibrio di
446.000,00 euro;
vi sono debiti fuori bilancio,
liquidati da tempo con svariate sentenze, non ancora riconosciuti dal Comune e
che stanno per giungere al pignoramento presso il tesoriere, con spese
duplicate e danni erariali per l’ente;
non è stato ripianato, in fase di
salvaguardia degli equilibri, un consistente disavanzo di amministrazione reale
di oltre 400.000,00 euro, e sono stati utilizzati fondi destinati al
completamento delle opere pubbliche per la copertura di spese correnti;
anche in considerazione dell’avvenuto
accumulo di fatture inevase per spese correnti per quasi 3 milioni di euro,
“accantonate” da oltre 3 anni e foriere di una notevole mole di interessi
moratori ed atti esecutivi, il Comune (che non ha rispettato il Patto di
stabilità interno per l’anno 2006) è ormai in uno stato di dissesto
finanziario;
a fronte di questi dati
inoppugnabili, che non richiedono alcuna elaborata attività di verifica (pur
richiesta dai consiglieri comunali nelle sedute consiliari del 30 aprile 2007,
del 12 ottobre 2007 e del 30 novembre 2007, durante le quali sono state lette
ed allegate agli atti delle corpose relazioni tecniche che dimostravano nel
dettaglio quanto sopra riferito), il Consiglio comunale continua ad approvare
bilanci che presentano evidenti squilibri, aggravando colpevolmente la voragine
finanziaria esistente;
il Revisore unico dei conti
(nominato con i soli voti della maggioranza), nonostante innumerevoli
richieste, solleciti e diffide ad adempiere rivoltegli dai consiglieri non si è
ancora espresso su queste situazioni, rilasciando sempre pareri pienamente
favorevoli (anche se è arrivato ad ammettere, dietro continue istanze, di avere
“segnalato” che il bilancio non rispettava il pareggio finanziario
complessivo);
l’organo di controllo interno non ha
pertanto, ad evidenza, la necessaria autonomia ed imparzialità per verificare
le gravi situazioni esposte;
per quanto riguarda le gare d’appalto:
vi è una documentata e certificata
illegittimità dell’appalto per il noleggio di due autovelox fissi (gara
comunitaria pubblicizzata con la sola affissione all’Albo pretorio per 15
giorni, ed aggiudicata all’unico partecipante, nemmeno abilitato all’attività
oggetto di gara, ad un aggio pari al 42,75% delle somme riscosse), che
determina un esoso arricchimento del fornitore, un depauperamento delle casse
comunali (in 5 anni di attività saranno corrisposti al noleggiatore oltre
54.000.000,00 di euro per apparecchiature che costano 50.000,00 euro cadauna) e
la violazione dei vincoli dell’art. 208, comma 4, del C.d.s.;
e ciò avviene benché il Ministero dei trasporti, con la risoluzione 0076108 del
3 agosto 2007, abbia giudicato proprio tale contratto “illogico”,
“paradossale”, “ingiustificato” ed immotivato, e l’Autorità di vigilanza sui
lavori pubblici abbia dato precise disposizioni al Sindaco di attenersi alle
indicazioni in essa contenute (puntualmente disattese dal primo cittadino);
con l’ordinanza sindacale n. 63 del
23 ottobre 2006 — senza che ricorressero i presupposti previsti dall’art. 191
del decreto legislativo n. 152/2006 — si è provveduto ad affidare in via
diretta il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani alla “G.M.C. Multiservizi s.p.a.”,
società mista pubblico-privata nella quale il comune
di Calvi Risorta non detiene alcuna partecipazione e sul cui socio privato
ruotano tutte le maggiori inchieste riguardanti camorra ed emergenza rifiuti in
Campania. La società (il cui Consiglio di amministrazione
è stato sciolto per infiltrazioni camorristiche) non
è nemmeno iscritta al Registro delle imprese e all’Albo nazionale dei gestori
ambientali: tale iscrizione è obbligatoria e costituisce autorizzazione
all’esercizio delle attività medesime. Il servizio è stato dunque affidato, contra legem, e con ordinanza
sindacale ad una ditta non autorizzata all’esercizio e coinvolta, per di più,
in inchieste di camorra; l’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici,
con deliberazione n. 50 del 20 febbraio 2007, ha sancito l’illegittimità della
gara di appalto del servizio di efficientizzazione
energetica pubblica, aggiudicata in favore del “Consorzio GEA”; la gara, però,
non è stata annullata, pur in presenza di tale deliberazione e di pareri legali,
illegittimamente richiesti, nei quali si confermavano le gravi violazioni
commesse. Sono stati inoltre pagati al Consorzio oltre 94.000,00 euro di
manutenzioni straordinarie all’impianto di pubblica illuminazione mai
effettuate (come attestato dagli stessi funzionari);
è stata aperta al pubblico, il 1°
settembre 2006, una piscina comunale, frequentata da oltre 800 utenti, benché
mancassero: il contratto di concessione dell’impianto al gestore; il
certificato di agibilità della struttura; una valida verifica di agibilità da
parte della commissione di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo;
l’autorizzazione igienico-sanitaria dell’Azienda
sanitaria locale; l’autorizzazione al pubblico esercizio. Tutte queste
situazioni sono state colpevolmente ignorate dal Sindaco — destinatario di
decine di segnalazioni scritte da parte dei Consiglieri —, che ha così
deliberatamente esposto centinaia di utenti a gravi
rischi per la propria incolumità fisica, apparentemente per futili motivi
clientelari. I lavori di messi a norma ed il rilascio della certificazione sono avvenuti dopo un anno dall’apertura, a seguito di
un’ordinanza di chiusura richiesta dall’Azienda sanitaria locale;
è stata effettuata una gara
illegittima per l’acquisto di un parco gioco, sulla quale la magistratura, a
seguito di un esposto dei consiglieri, ha scoperto una giro di falsi preventivi
e fatturazioni che hanno visto l’emissione di un provvedimento restrittivo nei
confronti del funzionario dell’Ufficio tecnico comunale e del titolare della
ditta fornitrice (unica partecipante alla gara) per gravi ipotesi di reato che
vanno dalla truffa aggravata alla turbativa d’asta, passando per il falso
ideologico;
sono state commesse gravi violazioni degli
strumenti urbanistici vigenti, approvando con delibere di giunta dei Piani
Urbanistici Attuativi (P.U.A.) ad iniziativa privata
che vedono l’inserimento nel piano di lottizzazione di aree con prescrizioni
urbanistiche diverse da quelle dichiarate (Zone residenziali di tipo C su aree
destinate a verde attrezzato). Sono state inoltre approvate, con semplice
delibera di giunta, dei Piani urbanistici attuativi che comportavano modifiche
al P.U.C., per i quali era
competente il Consiglio comunale;
sono state tumulate svariate salme
nell’edificanda ala del cimitero comunale,
autorizzandone la sepoltura in una struttura non ancora completata, senza
collaudo strutturale, senza autorizzazione sanitaria, senza energia elettrica,
senza recinzione e senza sorveglianza, esponendo le stesse salme ad un
potenziale trafugamento;
si omette il rilascio ai consiglieri
degli atti e delle informazioni richieste agli uffici comunali — in violazione
dell’articolo 43 del decreto legislativo n. 267/2000 e della giurisprudenza
consolidata — benché vi siano solleciti, diffide ad adempiere, denunce penali
per rifiuto di atti d’ufficio e ricorsi amministrativi accolti dai difensori
civici provinciale e regionale;
vi è un’illecita gestione del
personale ed una persistente condotta antisindacale che vede, ad esempio:
nominare dei lavoratori socialmente utili ausiliari del traffico; la mancata
convocazione della delegazione trattante (nonostante le diffide delle
organizzazioni sindacali); il trasferimento di dipendenti per la copertura di
posti vacanti di categoria superiore, in violazione dell’art. 8, comma 2,
lettera a) del contratti collettivi nazionali di lavoro 14 settembre 2000; la
mancata timbratura del cartellino marcatempo da parte dei funzionari e del
segretario comunale;
l’anomala sostituzione di 25
professionisti, in tre anni di amministrazione, tra segretari e funzionari
comunali, una persistente attività di mobbing
perpetrata dal Sindaco nei confronti della comandante della Polizia municipale
(accertata anche dal Giudice del Lavoro con sentenza del 14 luglio 2006), per
la quale lo stesso Sindaco ed il funzionario dell’Ufficio tecnico comunale sono
stati raggiunti da un avviso di garanzia per “concorso in abuso d’ufficio”,
mentre il Comune dovrà affrontare un giudizio ex art. 414 del Codice di
procedura civile per una richiesta di risarcimento di danni morali, economici e
biologici arrecati alla comandante per 300.000,00 euro;
non si è ancora provveduto alla
riqualificazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata ed acquisiti
al patrimonio indisponibile del Comune nell’anno 2001, per i quali la
precedente Amministrazione aveva predisposto apposito progetto di
riqualificazione ed ottenuto i necessari finanziamenti;
l’Autorità di vigilanza — che ha più
volte richiesto, e mai ottenuto, documentazione tecnica al Comune per la
verifica di tali situazioni — ha comunicato di voler espletare un controllo a
tappeto su tutti gli appalti del triennio 2005/2007, connotati da una sicura
condotta antigiuridica quando non penalmente rilevante;
vi è un numero ormai infinito di
inchieste, aperte dalla magistratura sull’Amministrazione comunale di Calvi
Risorta, retta da un Sindaco che — come affermato dallo scrivente nelle
interrogazioni con richiesta di risposta scritta 4-01962 del 16 maggio 2007 e
4-02322 del 4 luglio 2007, nonché, nella XIV Legislatura, dal senatore Michele
Florino nell’interrogazione 4-10241 del 28 febbraio 2006 — “è stato sostenuto
da settori della società notoriamente infiltrati dal sistema camorristico”, e per la cui verifica è stata nominata
apposita Commissione d’accesso prefettizia, insediatasi nel mese di agosto
2007;
considerato che le gravi e persistenti
violazioni di legge documentate — sopra esposte in maniera esemplificativa e
non certo esaustiva — evidenziano una condotta deliberatamente contraria ai
principi di legalità, e lo stesso Sindaco non ottempera neanche a sentenze di
organi giurisdizionali ed ignora totalmente i tanti richiami, pareri e diffide
che promanano da organi amministrativi ed autorità indipendenti di controllo,
si chiede di conoscere quali siano le ragioni per cui:
il Ministro dei trasporti non abbia
ancora sospeso il contratto di noleggio degli autovelox, già censurato dallo
stesso Ministero e dall’Autorità di Vigilanza;
i Ministri dell’economia e delle
finanze e della giustizia, viste le omissioni del Revisore unico dei conti, non
abbiano ancora provveduto ad inviare ispettori per la verifica di situazioni
già segnalate con voluminosi dossier alla Corte dei conti;
il Ministro dell’interno non abbia
ancora provveduto ad adottare un provvedimento di rimozione ad personam, ai sensi dell’art. 142, comma 1, del TUEL (Testo
unico degli enti locali), nei confronti di un sindaco che, nell’esercizio delle
pubbliche funzioni, dimostra quotidianamente scarso senso delle istituzioni e
idiosincrasia per le leggi, e che con la sua “arroganza” rappresenta
addirittura un potenziale pericolo per la comunità amministrata.
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Legislatura 15 Atto di Sindacato Ispettivo n°
4-02322
Atto n. 4-02322 Pubblicato il 4 lug
2007 Seduta n. 184
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NOVI - Ai Ministri dell'interno e della giustizia. -
Premesso che, per quanto risulta
all'interrogante:
in alcuni comuni del casertano, da Falciano del Massico
a Castelvolturno, le amministrazioni locali sono
controllate dalla camorra; in questi comuni i Sindaci con iattanza affermano
che hanno protettori a Roma nei Ministeri dell'interno e della giustizia;
questi comportamenti si vanno diffondendo fino al punto di creare una vera e
propria coltre di intimidazione diffusa sul territorio;
fino ad ora da parte dei Ministri
oggetto di millantate affermazioni di protezioni improbabili non è venuta
nessuna reprimenda ai rappresentanti locali dei loro partiti;
nel Comune di Calvi Risorta questo
andazzo ormai deborda nelle consuetudinarie minacce rivolte a quanti non si
rassegnano alla subalternità ossequiosa verso il nuovo potere clientelar - camorristico;
nel giugno 2004 si svolsero le
elezioni comunali a Calvi Risorta in un clima acceso e soprattutto ricco di
episodi intimidatori nei confronti dei cittadini e dei candidati, con la
presenza costante di un losco personaggio, attualmente detenuto e fratello di
in un boss di spicco della camorra locale, condannato all'ergastolo, legati
entrambi al clan dei Casalesi;
questo personaggio legato ad ambienti
camorristi si è sempre vantato di aver contribuito in modo fattivo alla
vittoria dell'attuale Sindaco di Calvi Risorta. Le sue dichiarazioni sono state
pubbliche, espresse in bar della zona, alla presenza di tantissime persone, ma
la paura di ritorsioni da parte di personaggi di tale spessore criminale ha
fatto sì che nessuno confermasse tali circostanze davanti ai Carabinieri, anche
se lettere anonime, quotidianamente, venivano
trasmesse a vari organi istituzionali;
nell'attività di corrispondente durante
questi due anni e mezzo il giornalista Vito Taffuri ha più volte preso
posizione antitetica nei confronti dell'attuale Sindaco con articoli il più
delle volte critici e denunziando una gestione sospetta e quanto meno non regolare
della cosa pubblica. Questi articoli sono pubblicati sul sito Internet
www.calvirisorta.com alla voce rassegna stampa;
nel mese di agosto 2005, in piazza
Municipio a Calvi Risorta, il Taffuri fu avvicinato e minacciato di non
scrivere più articoli contro il Sindaco; il giornalista ha denunciato
l'accaduto presso la stazione dei Carabinieri di Calvi Risorta e per tre mesi
non ha più scritto articoli sul giornale; il 17 agosto 2006 venne effettuato il
volantinaggio di una lettera indirizzata al Taffuri dove, dopo una serie di
calunniose illazioni sulla sua persona, persino sui suoi affetti e sulla sua
vita privata, lo si minacciava di una sorta di ostracismo imposto dal sistema
criminale molto forte nella città; nonostante queste minacce, volantinate con proterva impudenza e impunità da parte di
soggetti affini alle cosche camorriste, nessuna seria iniziativa è stata presa
per garantire la sicurezza e la libertà professionale del giornalista; il 25
settembre 2006 il Taffuri, navigando in Internet sul sito www.calvirisorta.com,
trovava scritta una e-mail che lo minacciava per aver pubblicato un articolo
sulla nuova ditta che era subentrata nella gestione dell'illuminazione votiva
cimiteriale ed ancora una volta, temendo per la sua incolumità, il giornalista
denunciò l'accaduto al Prefetto di Caserta, il giorno 26 settembre 2006, ed
alla Polizia postale; tutte queste circostanziate denunce presentate dal
Taffuri tracciano un quadro inquietante sulle evidenti infiltrazioni camorriste
nella gestione comunale con appalti di opere pubbliche affidati a personaggi
della criminalità organizzata, come ad esempio l'appalto delle opere di
costruzione della polivalente campo sportivo o il rifacimento dell'asfalto
delle strade comunali, l'interrogante chiede di conoscere quali ragioni abbiano
spinto le istituzioni a tutti i livelli ad ignorare le denunce presentate dal
giornalista, e quindi di fatto a rafforzare il controllo del territorio da
parte del sistema camorristico.
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Legislatura 15 Atto di Sindacato Ispettivo n°
4-01962
Atto n. 4-01962 Pubblicato il 16 mag
2007 Seduta n. 153
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NOVI - Al Ministro dell'interno. – Premesso che, per
quanto risulta all'interrogante:
con una illegittima adozione di
un'ordinanza sindacale il Comune di Calvi Risorta (Caserta) ha disposto
l'affidamento temporaneo del servizio di raccolta rifiuti alla ditta "G.M.C. s.p.a." di Caserta;
le ordinanze contingibili
e urgenti costituiscono uno strumento eccezionale di intervento, atto a
consentire alla pubblica amministrazione di prevenire o eliminare gravi
pericoli per l'incolumità dei cittadini in presenza di situazioni impreviste di
emergenza, non fronteggiabili per mezzo di normali provvedimenti
amministrativi;
l'amministrazione comunale è
responsabile di danni erariali per illegittimo conferimento di incarichi per
resa pareri legali; si è verificata la mancata predisposizione di atti di
programmazione in materia di personale e reiterata condotta antisindacale;
l'amministrazione non ha provveduto,
contrariamente a quanto prevedono l'articolo 91 del decreto legislativo 267/2000
e l'articolo 35, comma 4, del decreto legislativo 165/2001, ad adottare, in
quasi tre anni, alcun documento programmatico in materia di personale,
nonostante lo stesso costituisca allegato al bilancio di previsione;
i decreti sindacali, con cui il
Sindaco ha conferito l'incarico di responsabile del settore della Polizia
municipale all'ingegner Bonacci (anche in un periodo in cui lo stesso non era
nemmeno legittimato a ricoprire l'incarico di responsabile dell'Ufficio tecnico
comunale), sono stati assunti in violazione della legge ed in contrasto con una
precisa sentenza giurisprudenziale favorevole al comandante;
si è verificato un aumento dei costi
dei segretari comunali: vi è una preoccupante migrazione di segretari comunali
dal Comune di Calvi Risorta che ha di fatto comportato, a carico del bilancio,
un aumento di costi dovuto al pagamento sia dei segretari titolari sia dei
segretari chiamati a sostituirli in tale periodo; si è verificata la violazione
e l'erronea applicazione dell'articolo 43, commi 2 e 3, del decreto legislativo
267/2000 e dell'articolo 14, commi 2 e 3, dello Statuto comunale;
con l'adozione di decreti sindacali
illegittimi si continua ad amministrare in modo improprio la gestione del
personale, si chiede di conoscere quali siano le ragioni per cui non è stata
ancora inviata una Commissione d'accesso nel Comune di Calvi Risorta al fine di
verificare le persistenti violazioni delle normative vigenti da parte di un
Sindaco che, a parere dell'interrogante, è stato sostenuto da settori della
società notoriamente infiltrati dal sistema camorristico.
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Legislatura 14 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-10241
Atto n. 4-10241 Pubblicato il 28 feb
2006 Seduta n. 962
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FLORINO - Ai Ministri
dell'interno, dell'ambiente e per la tutela del territorio e delle attività
produttive. -
Risulta all'interrogante:
che il pubblico ministero della
Procura della Repubblica di Salerno, Gabriella Nuzzi,
ha emesso decine di avvisi di garanzia e chiesto l’arresto di numerose persone
per lo scandalo della centrale termoelettrica, progetto della “Energy Plus spa”, una società di facciata il cui intero
pacchetto azionario è detenuto dalla multinazionale svizzera EGL. Con politici
e imprenditori risulta sotto accusa Karl Leonhard Keller,
esponente di primo piano della Egl, che avrebbe dato
vita, secondo la magistratura, ad una associazione per delinquere per ottenere,
con truffe, raggiri e falsi, ai danni dei Ministeri dell’ambiente e delle
attività produttive, il via libera per la centrale termoelettrica;
che nello stesso periodo ha ottenuto
il via libera un’altra centrale termoelettrica, a Sparanise, in provincia di
Caserta, sulla quale non risultano, per ora, all’interrogante altrettanto
veloci ed efficaci indagini della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere e della direzione
distrettuale antimafia di Napoli, cosa che sarebbe stata auspicabile visto che
l’uomo forte del progetto della centrale di Sparanise è lo stesso Karl Leonhard Keller
di cui la Procura di Salerno ha chiesto l’arresto. A Sparanise, Keller sembra abbia operato ed opera con un’altra società,
“Calenia Energia spa”, il cui pacchetto azionario è
per l’85 per cento della Egl
e per il 15 per cento della Hera spa, la holding di
Bologna già oggetto di interrogazioni parlamentari per l’aggressiva politica di
acquisizione di appalti nel settore dei rifiuti in provincia di Napoli; i
lavori della centrale di Sparanise, come quelli di Salerno, sono appannaggio
della Ansaldo di Genova;
che Sparanise è, per quanto consta
all’interrogante, una città "ostaggio" di una cosca camorristico-mafiosa potente e sanguinaria, guidata dal
boss Giuseppe Papa, uno dei capi del “clan dei casalesi”,
recentemente condannato all’ergastolo in primo grado per la cosiddetta “strage Scamperti” e a 12 anni di reclusione con l’accusa di
associazione per delinquere di stampo mafioso, braccio destro del noto
Francesco Schiavone, detto “Sandokan”;
una camorra imprenditrice di cui la commissione parlamentare antimafia si è
occupata, affidando le indagini allo Sco, il Servizio
centrale operativo della Polizia di Stato, per lo scandalo degli espropri della
Tav, il Treno ad alta velocità. A Sparanise si
lamentano decenni di ritardi investigativi, con numerosi casi di omicidio irrisolti ed intimidazioni ai danni di esponenti
politici; che in questo contesto, fortemente permeato da interessi criminali e
dal controllo militare assoluto del territorio da parte della camorra, è stata
diffusa un’intervista dell’ingegnere Raffaele Tognacca,
alto dirigente dell’Egl (che cura la spesa per la
sola costruzione della centrale di mille miliardi di lire), il quale ha detto
che a Sparanise non hanno avuto “nessun problema con la camorra”, impegnata a
taglieggiare “solo” piccoli commercianti e mini-imprenditori, una
sottovalutazione a giudizio dell’interrogante inquietante e sospetta;
che la camorra, che però sembra (secondo
l’ingegner Tognacca) scomparsa da Sparanise, ha
eliminato dalla scena politica l’unica Amministrazione comunale che, ad
opinione dell’interrogante, si batteva con decisione contro il progetto della
centrale termoelettrica, quella del vicino comune di Calvi Risorta, guidata
dall’ex Sindaco Antonio Caparco: finito il mandato, la lista di Caparco è stata
fatta fuori, al culmine di una campagna elettorale tremenda, contrassegnata da
minacce di morte, bombe carta, danneggiamenti e dall’assoluta assenza dello
Stato. All’interrogante risulta che la campagna contro
la lista anti-centrale è stata fatta da un gruppo di malavitosi guidati,
sembra, personalmente da Nicola Papa, fratello del boss Giuseppe Papa. Sarebbe
utile che gli inquirenti prendessero visione del documento dell’Amministrazione
di Calvi Risorta allora in carica contro la centrale
termoelettrica di Sparanise;
che un altro episodio, a giudizio
dell’interrogante altrettanto inquietante, è avvenuto ai danni dei partecipanti
a un convegno contro la centrale concluso dal compianto vescovo Francesco Tommasiello, che hanno dovuto subire un pubblico
avvertimento ad opera dei gestori di un impianto di produzione del cemento
riconducibile nella zona di Pignataro Maggiore al superlatitante Michele Zagaria, esponente di spicco dei clan dei casalesi. In molte cose, tranne che per la velocità e
l’efficacia delle indagini della magistratura, i fatti di Salerno somigliano a
quelli di Sparanise.
Molti dubbi sono nati sulla valutazione di
impatto ambientale relativi ad impianti nella zona: infatti, per la
piattaforma dei rifiuti industriali tossici e nocivi della vicina Pignataro
Maggiore si parla di un “ambiente disturbato”, mentre la “Calenia
Energia spa” per il territorio di Sparanise, che
confina con Pignataro Maggiore, parla di un ambiente non inquinato. E intanto nel mondo politico locale (che però tace
prudentemente sulla centrale) si lancia l’allarme per i troppi tumori provocati
da precedenti insediamenti industriali. I lavori della centrale avvengono a
brevissima distanza dal centro abitato. I raggiri, le truffe e i falsi scoperti
dai consulenti del PM Gabriella Nuzzi di Salerno
forse sono gli stessi che Karl Leonhard
Keller ha operato per Sparanise al fine di ottenere
il via libera dei Ministeri competenti; il buon lavoro dei consulenti salernitani dovrebbe essere messo a disposizione, a
giudizio dell’interrogante, della magistratura competente per il territorio di
Sparanise, l’interrogante chiede di conoscere:
se corrisponda al vero che a
Sparanise è in grave pericolo l’incolumità di chi osa criticare la centrale
termoelettrica;
se sia vero che i giornali locali
sono stati tacitati, sembra, con massicci versamenti di denaro, sotto forma di
inserzioni pubblicitarie;
se sia vero che i corrispondenti
sgraditi sono stati cacciati e quelli che restano sono costantemente censurati;
ad altri è stato offerto, sembra, dalla Calenia
Energia spa un viaggio a Londra;
se sia vero che la Calenia Energia spa finanzia
mostre e festival blues allo scopo di far arrivare soldi agli amici della
centrale termoelettrica, erogazioni (queste ed altre) che potrebbero nascondere
un giro di tangenti.
Ma la vera cultura, quella della
zona archeologica dell’antica Cales (tra Sparanise, Calvi Risorta e Pignataro
Maggiore) è vittima della centrale, tanto è vero che non si conosce il motivo
per il quale non si è bloccato tutto e si è messa sotto sequestro l’area della
centrale quando sono state rinvenute numerose tombe del secondo secolo dopo
Cristo.