AMMINISTRAZIONE CIVICA ZACCHIA: IL SENATORE NOVI TRASCINA CALVI RISORTA IN PARLAMENTO

            

Calvirisortanews, 13 dicembre 2007

Vito Taffuri

 

Con un’interrogazione pubblicata il 12 dicembre 2007, e rivolta ai Ministri delle Finanze, dell’Interno, dei Trasporti e della Giustizia, il senatore Emiddio Novi, illustre esponente della commissione bicamerale antimafia, da sempre distintosi nella denuncia delle presunte connivenze tra politica e criminalità organizzata, ha portato all’attenzione del governo la preoccupante situazione del comune di Calvi Risorta, evidenziando tutta una serie di presunte irregolarità che vanno dall’anomala gestione del bilancio e del personale alle violazioni degli strumenti urbanistici vigenti, dal mancato rilascio degli atti ai consiglieri alle numerose presunte irregolarità presenti nelle gare d’appalto.

Tra queste ultime vengono citate quelle relative a: noleggio degli autovelox; affidamento temporaneo del servizio di raccolta rifiuti; servizio di efficientizzazione energetica aggiudicata al Consorzio GEA; piscina comunale; acquisto del parco gioco nella villetta di Petrulo e ampliamento del cimitero comunale.

Il senatore conclude chiedendo al Ministro dei Trasporti di sospendere l’appalto degli autovelox, già censurato dallo stesso Ministero e dall’Autorità di Vigilanza, che vedrà a giorni la notifica di numerosi verbali ai cittadini di Calvi Risorta e dintorni; al Ministro delle Finanze e della Giustizia di appurare le presunte irregolarità contabili segnalate; al Ministro dell’Interno di rimuovere dalla carica, con apposito provvedimento ex art. 142 del TUEL, il sindaco di Calvi Risorta.

Il senatore aveva già rivolto due interrogazioni al Ministro dell’Interno, in data 16 maggio e 4 luglio 2007, dove aveva passato in rassegna anche i pesanti atti di intimidazioni che alcuni imprenditori e giornalisti di Calvi (compreso l’editore del sito www.calvirisortanews.it, Vito Taffuri) avevano subito, anche da parte di noti esponenti della criminalità organizzata.

Anche a seguito di tali interrogazioni il Prefetto ha nominato, lo scorso mese di agosto, una Commissione d’accesso prefettizia per verificare le possibili ingerenze della criminalità nell’attività amministrativa del nostro comune: tale attività di riscontro dovrebbe concludersi presumibilmente il prossimo mese di febbraio.

Nel frattempo la Procura ha aperto numerosi fascicoli d’indagine a carico di amministratori e funzionari comunali che, lo scorso 30 ottobre, hanno visto anche l’emissione di provvedimenti restrittivi a carico del titolare della “Tecnopolimer s.r.l” (società di Sessa Aurunca che ha fornito il parco giochi installato nella villetta comunale), e l’ormai ex funzionario dell’ufficio tecnico. Come se non bastasse la stessa Autorità di Vigilanza sui Lavori Pubblici ha deciso di vederci chiaro, avviando un’articolata attività d’indagine sugli appalti del triennio 2005/2007.

 

Insomma un vero e proprio cerchio di fuoco che sta stringendosi attorno all’amministrazione comunale, retta dal sindaco Giacomo Zacchia, che avrebbe dovuto ridare lustro alla nostra comunità e che, a quanto pare, ne ha reso famoso il nome soltanto nelle aule giudiziarie e del Parlamento Italiano per situazioni davvero poco lusinghiere.

 

Riportiamo di seguito le tre interrogazioni del senatore Emiddio Novi sul comune di Calvi Risorta, e l’interrogazione del senatore Michele Florino citata dallo stesso Novi:

 

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Legislatura 15           Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-03205

Atto n. 4-03205    Pubblicato il 12 dic 2007     Seduta n. 266

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NOVI - Ai Ministri dell'economia e delle finanze, dell'interno, dei trasporti e della giustizia. -

 

Premesso che, per quanto risulta all’interrogante:

 

il Comune di Calvi Risorta (Caserta), relativamente al bilancio di previsione 2007, ha determinato per l’anno 2007, con la deliberazione di Giunta municipale n. 64 del 19/04, le tariffe della TARSU, ed ha stimato in euro 650.000,00 il relativo gettito d’entrata, a fronte di un'entrata certa e documentata di appena 415.218,06 euro, con uno squilibrio di bilancio di ben 234.781,94 euro;

 

vi è stato il mancato rispetto dei vincoli previsti dall’art. 208, comma 4, del C.d.s. (sono state vincolate solo il 28,62% delle entrate da violazioni e non il 50%) e ciò ha determinato, tra l’altro, uno squilibrio del bilancio 2007 assestato di ulteriori 128.109,99 euro;

 

le spese postali previste in bilancio sono sufficienti per l’invio di verbali per violazioni al C.d.s. per un controvalore di 154.000,00 euro, a fronte di una previsione di entrata di 600.000,00 euro, con un ulteriore squilibrio di 446.000,00 euro;

 

vi sono debiti fuori bilancio, liquidati da tempo con svariate sentenze, non ancora riconosciuti dal Comune e che stanno per giungere al pignoramento presso il tesoriere, con spese duplicate e danni erariali per l’ente;

 

non è stato ripianato, in fase di salvaguardia degli equilibri, un consistente disavanzo di amministrazione reale di oltre 400.000,00 euro, e sono stati utilizzati fondi destinati al completamento delle opere pubbliche per la copertura di spese correnti;

 

anche in considerazione dell’avvenuto accumulo di fatture inevase per spese correnti per quasi 3 milioni di euro, “accantonate” da oltre 3 anni e foriere di una notevole mole di interessi moratori ed atti esecutivi, il Comune (che non ha rispettato il Patto di stabilità interno per l’anno 2006) è ormai in uno stato di dissesto finanziario;

 

a fronte di questi dati inoppugnabili, che non richiedono alcuna elaborata attività di verifica (pur richiesta dai consiglieri comunali nelle sedute consiliari del 30 aprile 2007, del 12 ottobre 2007 e del 30 novembre 2007, durante le quali sono state lette ed allegate agli atti delle corpose relazioni tecniche che dimostravano nel dettaglio quanto sopra riferito), il Consiglio comunale continua ad approvare bilanci che presentano evidenti squilibri, aggravando colpevolmente la voragine finanziaria esistente;

 

il Revisore unico dei conti (nominato con i soli voti della maggioranza), nonostante innumerevoli richieste, solleciti e diffide ad adempiere rivoltegli dai consiglieri non si è ancora espresso su queste situazioni, rilasciando sempre pareri pienamente favorevoli (anche se è arrivato ad ammettere, dietro continue istanze, di avere “segnalato” che il bilancio non rispettava il pareggio finanziario complessivo);

 

l’organo di controllo interno non ha pertanto, ad evidenza, la necessaria autonomia ed imparzialità per verificare le gravi situazioni esposte;

 

per quanto riguarda le gare d’appalto:

 

vi è una documentata e certificata illegittimità dell’appalto per il noleggio di due autovelox fissi (gara comunitaria pubblicizzata con la sola affissione all’Albo pretorio per 15 giorni, ed aggiudicata all’unico partecipante, nemmeno abilitato all’attività oggetto di gara, ad un aggio pari al 42,75% delle somme riscosse), che determina un esoso arricchimento del fornitore, un depauperamento delle casse comunali (in 5 anni di attività saranno corrisposti al noleggiatore oltre 54.000.000,00 di euro per apparecchiature che costano 50.000,00 euro cadauna) e la violazione dei vincoli dell’art. 208, comma 4, del C.d.s.; e ciò avviene benché il Ministero dei trasporti, con la risoluzione 0076108 del 3 agosto 2007, abbia giudicato proprio tale contratto “illogico”, “paradossale”, “ingiustificato” ed immotivato, e l’Autorità di vigilanza sui lavori pubblici abbia dato precise disposizioni al Sindaco di attenersi alle indicazioni in essa contenute (puntualmente disattese dal primo cittadino);

 

con l’ordinanza sindacale n. 63 del 23 ottobre 2006 — senza che ricorressero i presupposti previsti dall’art. 191 del decreto legislativo n. 152/2006 — si è provveduto ad affidare in via diretta il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani alla “G.M.C. Multiservizi s.p.a.”, società mista pubblico-privata nella quale il comune di Calvi Risorta non detiene alcuna partecipazione e sul cui socio privato ruotano tutte le maggiori inchieste riguardanti camorra ed emergenza rifiuti in Campania. La società (il cui Consiglio di amministrazione è stato sciolto per infiltrazioni camorristiche) non è nemmeno iscritta al Registro delle imprese e all’Albo nazionale dei gestori ambientali: tale iscrizione è obbligatoria e costituisce autorizzazione all’esercizio delle attività medesime. Il servizio è stato dunque affidato, contra legem, e con ordinanza sindacale ad una ditta non autorizzata all’esercizio e coinvolta, per di più, in inchieste di camorra; l’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici, con deliberazione n. 50 del 20 febbraio 2007, ha sancito l’illegittimità della gara di appalto del servizio di efficientizzazione energetica pubblica, aggiudicata in favore del “Consorzio GEA”; la gara, però, non è stata annullata, pur in presenza di tale deliberazione e di pareri legali, illegittimamente richiesti, nei quali si confermavano le gravi violazioni commesse. Sono stati inoltre pagati al Consorzio oltre 94.000,00 euro di manutenzioni straordinarie all’impianto di pubblica illuminazione mai effettuate (come attestato dagli stessi funzionari);

 

è stata aperta al pubblico, il 1° settembre 2006, una piscina comunale, frequentata da oltre 800 utenti, benché mancassero: il contratto di concessione dell’impianto al gestore; il certificato di agibilità della struttura; una valida verifica di agibilità da parte della commissione di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo; l’autorizzazione igienico-sanitaria dell’Azienda sanitaria locale; l’autorizzazione al pubblico esercizio. Tutte queste situazioni sono state colpevolmente ignorate dal Sindaco — destinatario di decine di segnalazioni scritte da parte dei Consiglieri —, che ha così deliberatamente esposto centinaia di utenti a gravi rischi per la propria incolumità fisica, apparentemente per futili motivi clientelari. I lavori di messi a norma ed il rilascio della certificazione sono avvenuti dopo un anno dall’apertura, a seguito di un’ordinanza di chiusura richiesta dall’Azienda sanitaria locale;

 

è stata effettuata una gara illegittima per l’acquisto di un parco gioco, sulla quale la magistratura, a seguito di un esposto dei consiglieri, ha scoperto una giro di falsi preventivi e fatturazioni che hanno visto l’emissione di un provvedimento restrittivo nei confronti del funzionario dell’Ufficio tecnico comunale e del titolare della ditta fornitrice (unica partecipante alla gara) per gravi ipotesi di reato che vanno dalla truffa aggravata alla turbativa d’asta, passando per il falso ideologico;

 

sono state commesse gravi violazioni degli strumenti urbanistici vigenti, approvando con delibere di giunta dei Piani Urbanistici Attuativi (P.U.A.) ad iniziativa privata che vedono l’inserimento nel piano di lottizzazione di aree con prescrizioni urbanistiche diverse da quelle dichiarate (Zone residenziali di tipo C su aree destinate a verde attrezzato). Sono state inoltre approvate, con semplice delibera di giunta, dei Piani urbanistici attuativi che comportavano modifiche al P.U.C., per i quali era competente il Consiglio comunale;

 

sono state tumulate svariate salme nell’edificanda ala del cimitero comunale, autorizzandone la sepoltura in una struttura non ancora completata, senza collaudo strutturale, senza autorizzazione sanitaria, senza energia elettrica, senza recinzione e senza sorveglianza, esponendo le stesse salme ad un potenziale trafugamento;

 

si omette il rilascio ai consiglieri degli atti e delle informazioni richieste agli uffici comunali — in violazione dell’articolo 43 del decreto legislativo n. 267/2000 e della giurisprudenza consolidata — benché vi siano solleciti, diffide ad adempiere, denunce penali per rifiuto di atti d’ufficio e ricorsi amministrativi accolti dai difensori civici provinciale e regionale;

 

vi è un’illecita gestione del personale ed una persistente condotta antisindacale che vede, ad esempio: nominare dei lavoratori socialmente utili ausiliari del traffico; la mancata convocazione della delegazione trattante (nonostante le diffide delle organizzazioni sindacali); il trasferimento di dipendenti per la copertura di posti vacanti di categoria superiore, in violazione dell’art. 8, comma 2, lettera a) del contratti collettivi nazionali di lavoro 14 settembre 2000; la mancata timbratura del cartellino marcatempo da parte dei funzionari e del segretario comunale;

 

l’anomala sostituzione di 25 professionisti, in tre anni di amministrazione, tra segretari e funzionari comunali, una persistente attività di mobbing perpetrata dal Sindaco nei confronti della comandante della Polizia municipale (accertata anche dal Giudice del Lavoro con sentenza del 14 luglio 2006), per la quale lo stesso Sindaco ed il funzionario dell’Ufficio tecnico comunale sono stati raggiunti da un avviso di garanzia per “concorso in abuso d’ufficio”, mentre il Comune dovrà affrontare un giudizio ex art. 414 del Codice di procedura civile per una richiesta di risarcimento di danni morali, economici e biologici arrecati alla comandante per 300.000,00 euro;

 

non si è ancora provveduto alla riqualificazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata ed acquisiti al patrimonio indisponibile del Comune nell’anno 2001, per i quali la precedente Amministrazione aveva predisposto apposito progetto di riqualificazione ed ottenuto i necessari finanziamenti;

 

l’Autorità di vigilanza — che ha più volte richiesto, e mai ottenuto, documentazione tecnica al Comune per la verifica di tali situazioni — ha comunicato di voler espletare un controllo a tappeto su tutti gli appalti del triennio 2005/2007, connotati da una sicura condotta antigiuridica quando non penalmente rilevante;

 

vi è un numero ormai infinito di inchieste, aperte dalla magistratura sull’Amministrazione comunale di Calvi Risorta, retta da un Sindaco che — come affermato dallo scrivente nelle interrogazioni con richiesta di risposta scritta 4-01962 del 16 maggio 2007 e 4-02322 del 4 luglio 2007, nonché, nella XIV Legislatura, dal senatore Michele Florino nell’interrogazione 4-10241 del 28 febbraio 2006 — “è stato sostenuto da settori della società notoriamente infiltrati dal sistema camorristico”, e per la cui verifica è stata nominata apposita Commissione d’accesso prefettizia, insediatasi nel mese di agosto 2007;

 

considerato che le gravi e persistenti violazioni di legge documentate — sopra esposte in maniera esemplificativa e non certo esaustiva — evidenziano una condotta deliberatamente contraria ai principi di legalità, e lo stesso Sindaco non ottempera neanche a sentenze di organi giurisdizionali ed ignora totalmente i tanti richiami, pareri e diffide che promanano da organi amministrativi ed autorità indipendenti di controllo, si chiede di conoscere quali siano le ragioni per cui:

 

il Ministro dei trasporti non abbia ancora sospeso il contratto di noleggio degli autovelox, già censurato dallo stesso Ministero e dall’Autorità di Vigilanza;

 

i Ministri dell’economia e delle finanze e della giustizia, viste le omissioni del Revisore unico dei conti, non abbiano ancora provveduto ad inviare ispettori per la verifica di situazioni già segnalate con voluminosi dossier alla Corte dei conti;

 

il Ministro dell’interno non abbia ancora provveduto ad adottare un provvedimento di rimozione ad personam, ai sensi dell’art. 142, comma 1, del TUEL (Testo unico degli enti locali), nei confronti di un sindaco che, nell’esercizio delle pubbliche funzioni, dimostra quotidianamente scarso senso delle istituzioni e idiosincrasia per le leggi, e che con la sua “arroganza” rappresenta addirittura un potenziale pericolo per la comunità amministrata.

 

 

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Legislatura 15           Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-02322 

Atto n. 4-02322     Pubblicato il 4 lug 2007     Seduta n. 184

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NOVI - Ai Ministri dell'interno e della giustizia. -

 

Premesso che, per quanto risulta all'interrogante:

in alcuni comuni del casertano, da Falciano del Massico a Castelvolturno, le amministrazioni locali sono controllate dalla camorra; in questi comuni i Sindaci con iattanza affermano che hanno protettori a Roma nei Ministeri dell'interno e della giustizia; questi comportamenti si vanno diffondendo fino al punto di creare una vera e propria coltre di intimidazione diffusa sul territorio;

 

fino ad ora da parte dei Ministri oggetto di millantate affermazioni di protezioni improbabili non è venuta nessuna reprimenda ai rappresentanti locali dei loro partiti;

 

nel Comune di Calvi Risorta questo andazzo ormai deborda nelle consuetudinarie minacce rivolte a quanti non si rassegnano alla subalternità ossequiosa verso il nuovo potere clientelar - camorristico;

nel giugno 2004 si svolsero le elezioni comunali a Calvi Risorta in un clima acceso e soprattutto ricco di episodi intimidatori nei confronti dei cittadini e dei candidati, con la presenza costante di un losco personaggio, attualmente detenuto e fratello di in un boss di spicco della camorra locale, condannato all'ergastolo, legati entrambi al clan dei Casalesi;

 

questo personaggio legato ad ambienti camorristi si è sempre vantato di aver contribuito in modo fattivo alla vittoria dell'attuale Sindaco di Calvi Risorta. Le sue dichiarazioni sono state pubbliche, espresse in bar della zona, alla presenza di tantissime persone, ma la paura di ritorsioni da parte di personaggi di tale spessore criminale ha fatto sì che nessuno confermasse tali circostanze davanti ai Carabinieri, anche se lettere anonime, quotidianamente, venivano trasmesse a vari organi istituzionali;

 

nell'attività di corrispondente durante questi due anni e mezzo il giornalista Vito Taffuri ha più volte preso posizione antitetica nei confronti dell'attuale Sindaco con articoli il più delle volte critici e denunziando una gestione sospetta e quanto meno non regolare della cosa pubblica. Questi articoli sono pubblicati sul sito Internet www.calvirisorta.com alla voce rassegna stampa;

 

nel mese di agosto 2005, in piazza Municipio a Calvi Risorta, il Taffuri fu avvicinato e minacciato di non scrivere più articoli contro il Sindaco; il giornalista ha denunciato l'accaduto presso la stazione dei Carabinieri di Calvi Risorta e per tre mesi non ha più scritto articoli sul giornale; il 17 agosto 2006 venne effettuato il volantinaggio di una lettera indirizzata al Taffuri dove, dopo una serie di calunniose illazioni sulla sua persona, persino sui suoi affetti e sulla sua vita privata, lo si minacciava di una sorta di ostracismo imposto dal sistema criminale molto forte nella città; nonostante queste minacce, volantinate con proterva impudenza e impunità da parte di soggetti affini alle cosche camorriste, nessuna seria iniziativa è stata presa per garantire la sicurezza e la libertà professionale del giornalista; il 25 settembre 2006 il Taffuri, navigando in Internet sul sito www.calvirisorta.com, trovava scritta una e-mail che lo minacciava per aver pubblicato un articolo sulla nuova ditta che era subentrata nella gestione dell'illuminazione votiva cimiteriale ed ancora una volta, temendo per la sua incolumità, il giornalista denunciò l'accaduto al Prefetto di Caserta, il giorno 26 settembre 2006, ed alla Polizia postale; tutte queste circostanziate denunce presentate dal Taffuri tracciano un quadro inquietante sulle evidenti infiltrazioni camorriste nella gestione comunale con appalti di opere pubbliche affidati a personaggi della criminalità organizzata, come ad esempio l'appalto delle opere di costruzione della polivalente campo sportivo o il rifacimento dell'asfalto delle strade comunali, l'interrogante chiede di conoscere quali ragioni abbiano spinto le istituzioni a tutti i livelli ad ignorare le denunce presentate dal giornalista, e quindi di fatto a rafforzare il controllo del territorio da parte del sistema camorristico.

 

 

 

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Legislatura 15           Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-01962

Atto n. 4-01962   Pubblicato il 16 mag 2007   Seduta n. 153

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NOVI - Al Ministro dell'interno. – Premesso che, per quanto risulta all'interrogante:

 

con una illegittima adozione di un'ordinanza sindacale il Comune di Calvi Risorta (Caserta) ha disposto l'affidamento temporaneo del servizio di raccolta rifiuti alla ditta "G.M.C. s.p.a." di Caserta;

 

le ordinanze contingibili e urgenti costituiscono uno strumento eccezionale di intervento, atto a consentire alla pubblica amministrazione di prevenire o eliminare gravi pericoli per l'incolumità dei cittadini in presenza di situazioni impreviste di emergenza, non fronteggiabili per mezzo di normali provvedimenti amministrativi;

 

l'amministrazione comunale è responsabile di danni erariali per illegittimo conferimento di incarichi per resa pareri legali; si è verificata la mancata predisposizione di atti di programmazione in materia di personale e reiterata condotta antisindacale;

 

l'amministrazione non ha provveduto, contrariamente a quanto prevedono l'articolo 91 del decreto legislativo 267/2000 e l'articolo 35, comma 4, del decreto legislativo 165/2001, ad adottare, in quasi tre anni, alcun documento programmatico in materia di personale, nonostante lo stesso costituisca allegato al bilancio di previsione;

 

i decreti sindacali, con cui il Sindaco ha conferito l'incarico di responsabile del settore della Polizia municipale all'ingegner Bonacci (anche in un periodo in cui lo stesso non era nemmeno legittimato a ricoprire l'incarico di responsabile dell'Ufficio tecnico comunale), sono stati assunti in violazione della legge ed in contrasto con una precisa sentenza giurisprudenziale favorevole al comandante;

 

si è verificato un aumento dei costi dei segretari comunali: vi è una preoccupante migrazione di segretari comunali dal Comune di Calvi Risorta che ha di fatto comportato, a carico del bilancio, un aumento di costi dovuto al pagamento sia dei segretari titolari sia dei segretari chiamati a sostituirli in tale periodo; si è verificata la violazione e l'erronea applicazione dell'articolo 43, commi 2 e 3, del decreto legislativo 267/2000 e dell'articolo 14, commi 2 e 3, dello Statuto comunale;

 

con l'adozione di decreti sindacali illegittimi si continua ad amministrare in modo improprio la gestione del personale, si chiede di conoscere quali siano le ragioni per cui non è stata ancora inviata una Commissione d'accesso nel Comune di Calvi Risorta al fine di verificare le persistenti violazioni delle normative vigenti da parte di un Sindaco che, a parere dell'interrogante, è stato sostenuto da settori della società notoriamente infiltrati dal sistema camorristico.

 

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Legislatura 14           Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-10241

Atto n. 4-10241    Pubblicato il 28 feb 2006    Seduta n. 962

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FLORINO - Ai Ministri dell'interno, dell'ambiente e per la tutela del territorio e delle attività produttive. -

 

Risulta all'interrogante:

che il pubblico ministero della Procura della Repubblica di Salerno, Gabriella Nuzzi, ha emesso decine di avvisi di garanzia e chiesto l’arresto di numerose persone per lo scandalo della centrale termoelettrica, progetto della “Energy Plus spa”, una società di facciata il cui intero pacchetto azionario è detenuto dalla multinazionale svizzera EGL. Con politici e imprenditori risulta sotto accusa Karl Leonhard Keller, esponente di primo piano della Egl, che avrebbe dato vita, secondo la magistratura, ad una associazione per delinquere per ottenere, con truffe, raggiri e falsi, ai danni dei Ministeri dell’ambiente e delle attività produttive, il via libera per la centrale termoelettrica;

che nello stesso periodo ha ottenuto il via libera un’altra centrale termoelettrica, a Sparanise, in provincia di Caserta, sulla quale non risultano, per ora, all’interrogante altrettanto veloci ed efficaci indagini della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere e della direzione distrettuale antimafia di Napoli, cosa che sarebbe stata auspicabile visto che l’uomo forte del progetto della centrale di Sparanise è lo stesso Karl Leonhard Keller di cui la Procura di Salerno ha chiesto l’arresto. A Sparanise, Keller sembra abbia operato ed opera con un’altra società, “Calenia Energia spa”, il cui pacchetto azionario è per l’85 per cento della Egl e per il 15 per cento della Hera spa, la holding di Bologna già oggetto di interrogazioni parlamentari per l’aggressiva politica di acquisizione di appalti nel settore dei rifiuti in provincia di Napoli; i lavori della centrale di Sparanise, come quelli di Salerno, sono appannaggio della Ansaldo di Genova;

che Sparanise è, per quanto consta all’interrogante, una città "ostaggio" di una cosca camorristico-mafiosa potente e sanguinaria, guidata dal boss Giuseppe Papa, uno dei capi del “clan dei casalesi”, recentemente condannato all’ergastolo in primo grado per la cosiddetta “strage Scamperti” e a 12 anni di reclusione con l’accusa di associazione per delinquere di stampo mafioso, braccio destro del noto Francesco Schiavone, detto “Sandokan”; una camorra imprenditrice di cui la commissione parlamentare antimafia si è occupata, affidando le indagini allo Sco, il Servizio centrale operativo della Polizia di Stato, per lo scandalo degli espropri della Tav, il Treno ad alta velocità. A Sparanise si lamentano decenni di ritardi investigativi, con numerosi casi di omicidio irrisolti ed intimidazioni ai danni di esponenti politici; che in questo contesto, fortemente permeato da interessi criminali e dal controllo militare assoluto del territorio da parte della camorra, è stata diffusa un’intervista dell’ingegnere Raffaele Tognacca, alto dirigente dell’Egl (che cura la spesa per la sola costruzione della centrale di mille miliardi di lire), il quale ha detto che a Sparanise non hanno avuto “nessun problema con la camorra”, impegnata a taglieggiare “solo” piccoli commercianti e mini-imprenditori, una sottovalutazione a giudizio dell’interrogante inquietante e sospetta;

che la camorra, che però sembra (secondo l’ingegner Tognacca) scomparsa da Sparanise, ha eliminato dalla scena politica l’unica Amministrazione comunale che, ad opinione dell’interrogante, si batteva con decisione contro il progetto della centrale termoelettrica, quella del vicino comune di Calvi Risorta, guidata dall’ex Sindaco Antonio Caparco: finito il mandato, la lista di Caparco è stata fatta fuori, al culmine di una campagna elettorale tremenda, contrassegnata da minacce di morte, bombe carta, danneggiamenti e dall’assoluta assenza dello Stato. All’interrogante risulta che la campagna contro la lista anti-centrale è stata fatta da un gruppo di malavitosi guidati, sembra, personalmente da Nicola Papa, fratello del boss Giuseppe Papa. Sarebbe utile che gli inquirenti prendessero visione del documento dell’Amministrazione di Calvi Risorta allora in carica contro la centrale termoelettrica di Sparanise;

che un altro episodio, a giudizio dell’interrogante altrettanto inquietante, è avvenuto ai danni dei partecipanti a un convegno contro la centrale concluso dal compianto vescovo Francesco Tommasiello, che hanno dovuto subire un pubblico avvertimento ad opera dei gestori di un impianto di produzione del cemento riconducibile nella zona di Pignataro Maggiore al superlatitante Michele Zagaria, esponente di spicco dei clan dei casalesi. In molte cose, tranne che per la velocità e l’efficacia delle indagini della magistratura, i fatti di Salerno somigliano a quelli di Sparanise.

Molti dubbi sono nati sulla valutazione di impatto ambientale relativi ad impianti nella zona: infatti, per la piattaforma dei rifiuti industriali tossici e nocivi della vicina Pignataro Maggiore si parla di un “ambiente disturbato”, mentre la “Calenia Energia spa” per il territorio di Sparanise, che confina con Pignataro Maggiore, parla di un ambiente non inquinato. E intanto nel mondo politico locale (che però tace prudentemente sulla centrale) si lancia l’allarme per i troppi tumori provocati da precedenti insediamenti industriali. I lavori della centrale avvengono a brevissima distanza dal centro abitato. I raggiri, le truffe e i falsi scoperti dai consulenti del PM Gabriella Nuzzi di Salerno forse sono gli stessi che Karl Leonhard Keller ha operato per Sparanise al fine di ottenere il via libera dei Ministeri competenti; il buon lavoro dei consulenti salernitani dovrebbe essere messo a disposizione, a giudizio dell’interrogante, della magistratura competente per il territorio di Sparanise, l’interrogante chiede di conoscere:

 

se corrisponda al vero che a Sparanise è in grave pericolo l’incolumità di chi osa criticare la centrale termoelettrica;

se sia vero che i giornali locali sono stati tacitati, sembra, con massicci versamenti di denaro, sotto forma di inserzioni pubblicitarie;

se sia vero che i corrispondenti sgraditi sono stati cacciati e quelli che restano sono costantemente censurati; ad altri è stato offerto, sembra, dalla Calenia Energia spa un viaggio a Londra;

se sia vero che la Calenia Energia spa finanzia mostre e festival blues allo scopo di far arrivare soldi agli amici della centrale termoelettrica, erogazioni (queste ed altre) che potrebbero nascondere un giro di tangenti.

 

Ma la vera cultura, quella della zona archeologica dell’antica Cales (tra Sparanise, Calvi Risorta e Pignataro Maggiore) è vittima della centrale, tanto è vero che non si conosce il motivo per il quale non si è bloccato tutto e si è messa sotto sequestro l’area della centrale quando sono state rinvenute numerose tombe del secondo secolo dopo Cristo.