Nava: dal passato i tesori del futuro
Carlo Avvisati
Il Mattino, 07 dicembre 2007
Dalle mostre («Ambre», nuove sale di Stabiae e «Iside») al Museo Nazionale, ai rinvenimenti su
tutta l’area di pertinenza della soprintendenza archeologica di Napoli e
Caserta; dalle azioni di prevenzione e salvaguardia delle
evidenze storico-archeologiche agli interventi per
favorire lo sviluppo socio-culturale del territorio.
È stata una conferenza densa di dati e
spunti progettuali, quella tenuta ieri all’Archeologico dalla soprintendente
Maria Luisa Nava, che ha
aperto l’annuale rassegna degli «Incontri d’Archeologia»,
prevista sino a giugno del 2008, Notizie riguardanti quest’ultimo
anno. E una lunga sequenza di interessanti
ritrovamenti, innanzitutto.
Tralasciando quanto emerso a Napoli
durante gli scavi per il metrò, il recupero dell’antico teatro di Neapolis, lo scavo della necropoli greco-romana sotto il
Museo (importante per la continuità d’uso e i materiali rinvenuti: tufo giallo
appartenuto a un edificio che per le decorazioni
poteva anche essere sede di culto), va segnalato il rinvenimento nella
immediata periferia cittadina, a Pianura, di una villa romana d’epoca
imperiale.
Le indagini, sebbene parziali, hanno
restituito, tra gli altri, un bel frammento marmoreo di Dioniso, dio del vino.
Così come a Pozzuoli, in seguito a ricognizioni fatte all’interno dell’ex
cinema Lopez, è emerso un larario dell’antica Puteoli, particolarmente bello per le pareti affrescate.
«Credo si possa parlare di un bilancio positivo - dice la soprintendente - in cui i fondi Por
vengono utilizzati al meglio per portare a compimento progetti e valorizzazione
di aree archeologiche importanti».
Nel casertano
vanno avanti i piani previsti sull’area del Parco archeologico. Gli espropri e
le acquisizioni di settori significativi della
cittadina consentiranno l’unione della città antica al teatro. Poi ci sono i
rinvenimenti del Macellum, mercato alimentare, e di
un quartiere abitativo con funzioni produttive. Sul versante cumano sono da segnalare gli interventi della
Federico II, dell’Orientale e del Centro Jean Berard.
Le istituzioni hanno lavorato per la
sistemazione dell’Anfiteatro, dell’Acropoli, del Foro della città bassa, e
della passeggiata archeologica, che condurrà attraverso la via
Domiziana e le altre strade al percorso lungo le mura
cittadine. Ancora, c’è la sistemazione delle tombe monumentali che fiancheggiano l’asse viario in prossimità della porta
orientale e conservano interessantissimi affreschi.
Quindi a Suessola-Acerra, dove si sta lavorando, con l’università di
Salerno, per riportare alla luce il Foro cittadino, scoperto in prossimità
della Casina Spinelli. «Un lavoro che ci consente di acquisire
- continua la studiosa - gran parte della zona monumentale della città».
Poi c’è CALVI
RISORTA con la necropoli indagata nella località Lagoscello-Palazzone
di Riardo, quindi il sito preistorico scoperto nel corso dei lavori per l’Alta
Velocità nell’area di Atella,
il villaggio del Bronzo Antico a Maddaloni. A Ischia, in occasione di lavori per la costruzione del
depuratore, sulla collina di San Pietro è stata esplorato un sito identificato
da Giorgio Buchner come un santuario del VI secolo
avanti Cristo, pertinente all’antica Pithekoussai.
Tra Baia e Miseno ci sono stati lo
scavo e il restauro sia della villa romana inglobata nel padiglione Cavaliere
del Castello Aragonese, sia del Teatro e del Sacello
degli Augustali di Miseno,
finalizzati all’allestimento di percorsi di visita aperti al pubblico.
A Sorrento, a Marina Piccola, sono
stati messi in luce alcuni settori della già nota villa suburbana di età augustea sorta sull’area
della necropoli orientale di età arcaica.
«Tutti gli interventi - puntualizza
Nava - non sono soltanto finalizzati alla conoscenza ma vanno anche in direzione della valorizzazione turistico-culturale
delle aree. Cosa che, siamo certi, contribuirà al
miglioramento sociale ed economico dei territori».