MUORE L'UOMO RIMASTO VITTIMA DI UN INFORTUNIO
SUL LAVORO
Casertaoggi, 06 dicembre 2007
Laura
Ferrante
Muore Antimo
Del Giudice, il 34enne che il 27 novembre scorso, è stato vittima di un infortunio sul lavoro.
La
tragedia è avvenuta a Calvi Risorta nella fabbrica che
produce bobine che coprono i tubi di acciaio. Erano le 14.00 circa ed Antimo
stava lavorando nello stabile quando improvvisamente alcune strutture, che si
trovavano al di sopra della sua testa, sono scivolate
cadendo a terra: per il poveretto non c'è stato scampo, molte delle strutture
di legno sono finite sulla sua testa.
Il
malcapitato è stato soccorso prontamente dai colleghi che hanno poi allertato il servizio sanitario del 118. Antimo fu portato
immediatamente al nosocomio casertano, dove è stato
ricoverato, dapprima al reparto di neurochirurgia in prognosi riservata, poi è
finito nel reparto di rianimazione, per le complicazioni dovute ad un terribile
trauma cranico ed alle varie escoriazioni riportate in tutto il corpo.
Ieri
il giovane è deceduto, ieri mattina è avvenuta la morte cerebrale per un
arresto cardiocircolatorio; ieri nel pomeriggio, alle 16.00 circa, il suo cuore
ha smesso di battere del tutto dopo nove giorni di agonia
e speranze, nel freddo letto d'ospedale.
Il
34enne si era da poco sposato, tutti i progetti fatti sono
ormai diventati impossibili da realizzare per la giovane coppia. La fabbrica
dove lavorava ed è avvenuta la tragedia è stata posta sotto sequestro, l'Arma
dei carabinieri di Calvi sta ancora indagando sulla messa in sicurezza dei
lavoratori e delle probabili responsabilità da attribuire.
Ancora una morte bianca, un uomo che saluta la
moglie prima di andare a lavorare per non tornare più, almeno non da vivo. Di sicuro la vedova avrà un congruo risarcimento,
troppo magro rispetto a ciò che ha perduto. A lei ed ai suoi familiari non
resta altro che aspettare che venga effettuata la
visita autoptica sul suo corpo, che si terrà nel reparto di medicina legale del
nosocomio casertano dove è stato trasferito ieri
pomeriggio, per espletare le solite formalità burocratiche e poter dare al
congiunto una degna sepoltura.
Il
povero Antimo ha lasciato un gran vuoto nelle persone che lo amavano, era conosciuto dai suoi amici come un bravo ragazzo, un
lavoratore ed aveva ancora tutta una vita davanti a se, ma che ora è spezzata
per sempre.