Truffa al Comune, due arresti
ELIO ZANNI
Il Mattino, 31 ottobre
2007
Gli investigatori lo
avevano definito «caso giostrine», ma non si trattava
di un gioco. A dimostrazione, le ipostesi di reato
sollevate nei confronti dei presunti artefici di una sofisticata «truffa ai
danni dell'ente comunale» con tanto di turbativa d'asta e danni erariali.
Questo
alla base del tintinnio di manette, di ieri mattina, nel Comune di CALVI
Risorta e dell'arresto dell'ex responsabile della ripartizione tecnica il
56enne Antonio Bonacci che per il ruolo ricoperto
fino allo scorso giugno è accusato anche di falso ideologico.
Stessa sorte per il
legale rappresentante della ditta «Tecno
polimer Srl» di Sessa Aurunca, Roberto Codella per
conto del secondo soggetto in gioco: il venditore di giostre. Sullo
sfondo l'acquisto ad un prezzo, questo è il fatto, ritenuto «gonfiato» (circa
14mila euro) di una serie di arredi ludici destinati
alla villa comunale della frazione Petrulo.
Ebbene, nel corso
dell'attività investigativa è emerso che la gara di assegnazione
dell'appalto era stata aggiudicata alla ditta Tecnopolimer
mediante illecita alterazione del regolare svolgimento della gara: gara
consistita nell'avere (il responsabile Ufficio tecnico del comune di Caleno) dolosamente omesso di effettuare regolare indagine
di mercato falsamente attestando che l'unica ditta partecipante alla citata
gara era stata la Tecnopolimer.
Di
più: nell'essersi, i due indagati, accordati tra loro al fine di far lievitare
il costo delle forniture, stimate in circa euro 9mila. Il risultato? Danni
economici all'ente comunale per circa di 5mila euro.
Gli arrestati sono stati
sottoposti al regime dei domiciliari, presso le rispettive abitazioni su
disposizione dell'autorità giudiziaria. A condurre le operazioni, i Carabinieri
della sezione di Polizia giudiziaria di stanza presso la
procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere che hanno anche dato
esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare, emessa in data 29 ottobre
2007 dal Gip dottor Ciro Iacomino,
su richiesta del Sostituto procuratore della Repubblica dottoressa Gerardina Cozzolino.
Non tutti ne sono al corrente, ma lo spunto iniziale è attribuito ad una
denuncia prodotta da alcuni consiglieri comunali d'opposizione all'attuale
maggioranza retta dal sindaco Giacomo Zacchia.
Tutto inizia a maggio
del 2006, con l'indizione della gara giudicata «galeotta» perché oltre alla
ditta di Sessa Aurunca si dimostrano informate solo
altre due aziende, una di Varese e una di Lecce, evidentemente troppo distanti da
CALVI per rientrare nei margini di guadagno.
A giostre installate
scattano le indagini privatissime di alcuni
consiglieri comunali che fingendosi interessati all'acquisto dei cinque
attrezzi per bambini chiedono ed ottengono un preventivo.
Ed ecco la sorpresa: la «T.P» suessana,
per gli stessi identici articoli, individuati grazie ai codici, palesa ai falsi
clienti un costo di soli 5mila e 800 ero più Iva.
Scatta la denuncia alle
autorità competenti. Poi è tutto un susseguirsi di eventi
legali, avvisi di garanzia, rinvii a giudizio fino agli arresti di ieri mattina.