A PORTE
CHIUSE MA IL PUBBLICO ENTRA LO STESSO: IL CASO AL COMUNALE DI CALVI
Calvirisortanews, 08 ottobre 2007
Vito Taffuri
Momenti di forte imbarazzo ieri, presso lo stadio comunale
di Calvi Risorta. La partita domenicale tra la squadra
di casa del dirigente Capotosto Angelo e il Gladiator,
era segnata con il bollino rosso a significare che il match doveva svolgersi a
porte chiuse per la mancata registrazione delle eventuali autorizzazioni di agibilità
della fascia che doveva accogliere gli spettatori.
Ma qualcosa non ha funzionato. Dopo
i primi minuti di gara, infatti, quando le zone che dovevano essere off-limit erano già state occupate da un folto pubblico, i
vigili urbani si sono visti costretti a far uscire tutti i tifosi, in quanto si trovavano su di un’aria non autorizzata e
privata che era il piazzale della piscina comune aperta appositamente da
qualche assessore di passaggio, per far assistere la partita di calcio agli
sportivi.
I caschi bianchi hanno fatto defluire il pubblico.
Insomma, era risaputo che fosse accaduto eppure sia la società sportiva che la polizia
municipale, conoscevano bene che non si poteva accedere.
Quindi, nonostante, al comune di Calvi Risorta,
capeggiato dal sindaco Giacomo Zacchia, si è insediata una commissione
d’accesso da parte della prefettura di Caserta, si
continua a esercitare eventuali abusi senza alcuna paura!!!
La partita, registrata come incontro ‘a porte chiuse’, sarebbe stata disputata con una cornice di
pubblico, ignaro di trovarsi in una struttura dove mancherebbe la
certificazione che autorizza lo svolgimento d’iniziative sportive a porte
aperte, ma solo a porte chiuse.
Cose che continuano a succedere solo a Calvi Risorta. Insomma, la volpe perde il pelo, ma non il vizio.