ZACCHIA
BATTE OGNI RECORD: CAMBIA TRE PARTITI POLITICI IN SOLI 24 MESI…ORA STA CON DE
FRANCISCIS. LA COERENZA DIVENTA OPTIONAL
Calvirisortanews, 25 settembre 2007
Salvatore Minieri
Verrebbe da chiedersi: “Ma quante giacchette nuove ci vogliono
per fare il sindaco cinque anni?”.
Al momento, quelle del sindaco Giacomo Zacchia sono tre e nell’ordine
vorremmo elencarle: in un primo momento il buon primo cittadino caleno aveva una maglia azzurra che stava a significare uno slancio patriottico fuori dal comune,
infatti era un tesserato di Forza Italia; poi, la folgorazione sulla via per Ceppaloni, quando Zacchia,
abbracciata la croce che sale fino alla villa del ministro Mastella,
si ritrovò sotto la conveniente e tranquilla ombra del Campanile e dell’Udeur.
Un periodo di monastico silenzio
che, a tutti, non è parso come spazio di misurata mediazione politica, ma solo
attimo di valutazione della forza più conveniente da scegliere. Ed ecco, infatti,
il mirabolante Giacomo, svestirsi del drappo mastelliano
(rinnegando in un batter d’occhio lo stesso big Clemente) per tuffarsi
tra le braccia di Sandro De Franciscis.
Quindi, ricapitolando, le giacche
cambiate fino ad oggi sono tre. Si, un sindaco che nello spazio di un solo
mandato ha cambiato almeno tre collocazioni politiche
come se fossero magliette di una squadra di pallone.
Viene però il dubbio: per un certo lasso temporale, Zacchia non ha avuto alcun cartellino…ops…
tessera di partito: per alcuni mesi, infatti, tanto per continuare a giocare
con le metafore del calcio, Zacchia si era seduto in
panchina a guardare, ammaliato da colui che allenava i
giovani talenti politici: Giuseppe Valente da Mondragone.
In quel caso, Giacomo Zacchia
sembrò addirittura tentato dal gonfalone forzista,
tanto da far pensare a un suo prepotente ritorno tra
le fila del popolo berlusconiano. Invece no. Eccolo pronto a dare corpo e anima al Partito
Democratico, con tanto di nome da inserire nel tourbillon delle
candidatura alla carica di segretario cittadino.
Tutti oggi vanno con Mastella?
Nell’Udeur, dopo l’arrivo di Angelo
Brancaccio, c’è poca trippa per gatti? E allora il sindaco torna all’ovile del
presidente della Provincia ( ma sì, meno siamo e più otteniamo….!!!) per candidare Gabriella Perrotta
(oggi presidente dell’Assise consiliare calena) alla
poltrona di segretaria del Pd.
A conti fatti, dunque, le giacchette sono tre, ma i cambi
di casacca arrivano almeno a cinque. Mentre sulla
sponda opposta, con una coerenza che riconosciamo da sempre, mezza opposizione
e una parte della maggioranza guardano Antonello Bonacci
come personaggio da contrapporre alla Perrotta per la
quota di Tino Iannuzzi.
Insomma, Zacchia è riuscito
nella fantasmagorica impresa: ha cambiato cinque volte
partito, è riuscito a stare per mesi senza far capire a chi facesse
riferimento politico e poi, tanto per suggellare con classe il suo percorso
politico, ha spaccato la maggioranza pretendendo la candidatura del suo
presidente di Consiglio comunale.
Meglio di così non avrebbe fatto nemmeno David Copperfield, ma questa è politica,
non uno spettacolo da dopocena.