DIAMO IL BENVENUTO ALLA COMMISSIONE D’ACCESSO
BRUNO MELE
Caserta24ore,
20 settembre 2007
Da
alcune recentissime note di cronaca ho appreso che il prefetto, d.ssa Stasi, ha
inviato a Calvi Risorta una Commissione di Accesso col
compito specifico di verificare atti amministrativi di vario genere
dell’attuale e delle passate Amministrazioni per avere un riscontro alle accuse
formulate in più di una interrogazione rivolta dal senatore Novi alla autorità
competenti e stabilire poi di conseguenza se approntare il decreto di
scioglimento del consiglio comunale.
Sotto
questo aspetto l’iniziativa del prefetto meriterebbe
una lode per la sensibilità dimostrata sulla scorta di denunce e di atti
parlamentari che cercano di attirare l’attenzione delle autorità su quelle che
vengono ritenute delle anomalie amministrative, ma ahimé!
Se
tutto viene fatto in funzione di una normativa che
attinge più alle formalità che alla sostanza c’è da ipotizzare melanconicamente
che finirà in una bolla di sapone. Infatti non
verrebbe a rappresentare nessuna novità incresciosa se si venisse a scoprire
che qualche torbido intreccio esiste ed è esistito realmente anche nel passato:
la provincia di Caserta, lo sanno anche i Boscimani e
gli Ottentotti, ha una densità delinquenziale raccapricciante che influisce in
vario modo sulle vicende politiche e amministrative, economiche e sociali, sportive
e folkloristiche, c’è dunque bisogno del lungo lavoro
di una Commissione per arrivare allo scioglimento di qualche consiglio
comunale?
Sarebbe
sufficiente far valere i poteri conferiti agli apparati istituzionali secondo
lo spirito più autentico delle leggi.
Un
monitoraggio continuo della vita amministrativa dei Comuni – il Prefetto ne ha
la facoltà – e poi il coinvolgimento della Magistratura per la
faccende di sua competenza. Ormai è fin troppo chiaro che nulla sfugge
ad una organizzazione capillare rigida e spietata che
ha un unico scopo: fare soldi in breve tempo e senza tanta fatica.
Intanto
la vita sociale ed anche culturale è sempre più immiserita, si potrebbe dire innaturale, sotto la cappa fin troppo
ispessita di paure di vario genere.
Indubbiamente la colpa è da far risalire a certo lassismo politico che anche
quando non lo vuole diventa complice di certe situazioni. Or dunque, che a Calvi Risorta possa esistere in forme più o meno corpose
la tendenza a gestire le vicende economiche di vario genere ad opera di figure
– o di figuri ? – che si ispirano ai criteri gestionali delle organizzazioni
camorriste, è come scoprire l’acqua calda.
In
un giornalino locale si parlava di appalti gestiti
direttamente dalla camorra, una denunzia inquietante che non ebbe seguito di
alcun genere. Al governo c’era il centrosinistra ed io mi
adoperai per chiedere più di una volta lo scioglimento del consiglio comunale
scrivendo a tutte le autorità competenti; solo dal Quirinale
mi risposero che la cosa era fattibile se il Prefetto avesse inviato gli atti
specifici da firmare; allora il prefetto era il dott. Sottile.
Da
quanto accennato in estrema sintesi se ne deduce che la piaga è annosa, ma non
ancora è purulenta se qualcuno riesce a protestare. Ed allora incoraggiamo la
Commissione d’Accesso a svolgere un lavoro obiettivo e proficuo, senza guardare
in faccia a nessuno, ma solo tenendo presente le esigenze di una collettività
che come tante altre si agita in un quadro di incertezze
giuridiche ed esistenziali senza possibilità di appigli certi e di soluzioni
valide.
Che sia la prima di analoghe iniziative prefettizie a
segnare uno spartiacque tra le torbide vicende passate e le necessità di
bonifica di ogni settore della vita politico-amministrativa ad ampio raggio: i
bambini, almeno quei pochi che si affacciano alla vita, hanno un sacrosanto
diritto ad un futuro non gravato da ipoteche avvilenti e cariche di patemi; nei
loro riguardi la società adulta ha uno specifico dovere, quello di proteggerli.
Da
parte mia offro alla Commissione una precisa, incontrovertibile indicazione, un
documento inoppugnabile – tra i tanti - dell’esistenza di un certo clima
delinquenziale ed arrogante che coinvolge amministratori vecchi e nuovi ed
anche persone in divisa: la delibera di Giunta N° 97 del 18 Maggio 2OOO con la
quale l’Amministrazione Caparco dava mandato all’avv. Stellato di procedere in
via giudiziaria nei miei riguardi per avere io scritto a tutti i consiglieri:
…una banale lite condominiale ha fatto emergere un’associazione per delinquere
le cui prove si trovano negli atti e nei fatti…..
L’avv.
Stellato, visti gli atti e le foto allegate, si guardò bene dal procedere; dunque,
l’associazione per delinquere esisteva e non ancora è prescritta, ma nulla è
mai accaduto nonostante le mie frequenti ed annose denunzie.
Cosa
vieta di perseguire dei fatti criminali ufficialmente acclarati?
Volete accertarlo voi della Commissione!
Personalmente ho perso ogni fiducia nelle
Istituzioni e il clima generale non è certo il più indicato ad infonderla e a
rinvigorirla, se si pensa che in Parlamento siedono ben ottanta tra inquisiti e
pregiudicati; però bisogna pur dare un’indicazione di controtendenza altrimenti
l’Italia tutta, e più ancora la Campania, è destinata a finire nella
spazzatura; i cumuli nelle vie sono lì a rappresentare una simbolica
probabilità.