RIAPERTURA
DELLA PISCINA
Calvirisortanews, 03 settembre 2007
Vito Taffuri
Calvi Risorta: “Cittadini, tutti in costume da
bagno: riapre la piscina comunale”.
Alla faccia dei controlli, delle carenze
infrastrutturali e dei detrattori del bene comune. E invece no: era solo un buco nell’acqua. Una presa per i
fondelli? Di sicuro una falsa partenza, l’ennesima chimera, fumo negli occhi,
l’ultimo colpo di sole di questo agosto che ha chiuso
le porte a molte speranze di riscatto sociale e politico dei caleni e ha invece aperto le porte (grazie a Dio e agli
uomini veri, capaci di parlare e denunciare le cose) alla commissione di
accesso alla casa del popolo, il Municipio.
Per il resto il panorama di fine
estate è questo: incendi in montagna, fuochi fatui in pianura. La vicina Rocchetta e Croce che brucia davvero, Piero
Ulderico Salerno che accende un fuoco di paglia ben sapendo, evidentemente, che
il sindaco Zacchia aveva già messo da parte la giusta acqua per spegnerlo senza
colpo ferire. Acqua nella quale deve aver sciolto una ‘colla magica’ capace
di appiccicare il coccio più grosso (gli ostici Ds) a
quella traballante ‘giara’ che il sindaco caleno
cerca scopiazzare ai capi del suo nuovo partito.
E la piscina di Calvi, cosa
diavolo ha a che vedere con questo ragionamento? Tutto. Come fa un povero
cittadino a fidarsi delle istituzioni quando i suoi massimi esponenti locali,
dandosi ad un bagno di folla, inaugurano la piscina alla quale (non potevano
non sapere…) mancavano tutte le necessarie autorizzazioni?
Come fa un povero cittadino a fidarsi della voce dei
manifesti visto che arrivano ad annunciare fatti che
poi non accadono: come l’apertura della piscina comunale?
Chi poi ricorda (e sicuramente sono tanti) che a braccetto
con Zacchia il giorno dell’inaugurazione c’era anche De Franciscis
che ora si starà sicuramente chiedendo chi è stato maggiormente turlupinato,
visto che si varava un complesso carente di autorizzazioni
a proseguire l’attività: De Franciscis o il popolo caleno?
Non importa. Davvero non importa.
‘L’importante è esagerare, sia nel
bene che nel male’: come diceva Iannacci
in una sua nota canzone.
Ci sarebbe davvero molto da ridere se non ci fosse tanto
da piangere per questo improbabile circo. Per le
continue dimostrazioni di ‘illusioni di efficienza’ che la politica calena di maggioranza e la
giostra (non le giostrine…, per carità) degli amici
di percorso si sforzano di mettere in scena.