Demolita baracca abusiva in monumento Cales
Caserta24ore,
21 agosto 2007
E’
stata demolita una baracca abusiva costruita sul monumento delle Terme Romane
di San Leo nel bel mezzo del parco archeologico di Cales.
In
una nota stampa, il presidente dell’Archeoclub di Calvi Risorta, grazie all’aiuto di volontari ha fatto
sapere che:
“…
è stata avviata con successo anche la prima fase di recupero del monumento con
il taglio degli alberi e la ripulitura della folta
vegetazione che assediava la struttura di uno dei monumenti più importanti
dell’antica Cales. Dopo l’operazione di diserbo dell’Arco di Trionfo del
console Valerio Corvo, quindi, è iniziata anche la ripulitura delle sfortunate
Terme di San Leo rimaste abbandonate da quasi trent’anni.
E questo grazie ai volontari dell’Archeoclub Caleno, Erminio Zona, Giuseppe Gallina e Ilda Bottone
guidati dal presidente che nella mattinata di domenica hanno avviato l’opera di
recupero del monumento, iniziando dalla demolizione della baracca di lamiere,
bidoni, pali e ferraglie fissate all’antica cisterna. I poveri resti di questo edificio termale, quindi, dopo tanti anni rivedono la
luce. Eppure le strutture del monumento si possono
datare intorno alla prima metà del I sec. d. C., ed il muro in opus caementicium fino al 1928
era impostato su tre ordini differenti, ben conservati. Il primo, quello
inferiore, era costituito da una parete liscia alta tre metri, il secondo era
traforato da finestroni, il terzo aveva nicchie
rientranti e paraste sporgenti alte due metri. Oggi, di tutto questo è rimasto
solo una parte del primo ordine inferiore e la prima fascia in opus reticulatum. Sono spariti
gli altri due ordini con i finestroni e le nicchie.
L’operazione di diserbo è stata chiaramente avviata
grazie alla disponibilità dei proprietari del terreno e della Soprintendenza
archeologica che il 13 agosto scorso ha fatto arrivare all’Archeoclub
la necessaria autorizzazione. Le Terme di San Leo, fino a
ieri erano praticamente irriconoscibili, coperte da una fitta vegetazione. Ora,
però, dopo la campagna di pulizia avviata dall’Archeoclub,
sono ritornate visibile e più sicure staticamente”.
Nei
prossimi giorni, spiega il presidente Mesolella, abbiamo intenzione di continuare l’opera di
recupero con la ripulitura della sommità del monumento e con lo spruzzo di
liquido diserbante per cercare di fermare la crescita di erbe
infestanti. Non sarà più possibile, invece, l’esplorazione del monumento
perché, all’interno, il riempimento di terra, la vegetazione e la presenza di
serpenti, sono tali da non permettere più la visione dell’ambiente cisterna