LA MINORANZA INTERROGA IL SINDACO
Calvirisortanews, 18 luglio 2007
Vito Taffuri
Si terrà Lunedì 23 Luglio 2007, un interessante consiglio
comunale, richiesto dal “Gruppo Misto” del dr. Giovanni Marrocco,
che verterà su una serie di interrogazioni a risposta orale, rivolte al
sindaco, su argomenti di grande interesse per il paese.
La prima di tali interrogazioni riguarda
la piscina comunale. Come ben noto, a seguito di sopralluogo effettuato in data
04/07/2007, i dirigenti dell’A.S.L.,
congiuntamente al Comando della P.M., hanno riscontrato
gravi violazioni di legge ed hanno richiesto al sindaco di emettere un’immediata
ordinanza di chiusura dell’impianto, con divieto di esercitare l’attività
avverso il rappresentante legale della ditta “A.S.D. Assonuoto Club” di Caserta. L’A.S.L. ha infatti riscontrato il
mancato rilascio del certificato di agibilità, e la mancanza di autorizzazione
all’esercizio da parte del gestore dell’impianto.
L’A.S.L. attesta inoltre di non
aver mai rilasciato parere per l’entrata in funzione dell’impianto, ed ha
constatato che lo stesso era in funzione ed aperto al
pubblico, nonostante il mancato possesso degli atti autorizzativi citati.
Sembrerebbe, inoltre, che l’impianto sia privo anche delle
necessarie strutture e dei requisiti di carattere igienico-sanitari
previsti dalle normative vigenti, ma questo verrà
eventualmente accertato a seguito di ulteriori controlli.
L’interrogazione mira essenzialmente a capire come sia stato possibile autorizzare l’apertura dell’impianto,
nel settembre 2006, in assenza del certificato di agibilità,
dell’autorizzazione dell’A.S.L., di una regolare
verifica di agibilità da parte della Commissione di vigilanza, del contratto
con il gestore (dalla data di apertura fino al 10 gennaio 2007), del mancato
riversamento del canone annuo anticipato (come previsto dall’articolo 2, comma
II, del bando di gara), dei contratti dell’acqua e del gas, e della licenza di
pubblico esercizio da parte dell’Assonuoto:
violazioni che si presumono conosciute da parte del sindaco – nella sua veste di
presidente della Commissione di Vigilanza – e che hanno messo a rischio la
stessa incolumità fisica dei numerosi iscritti.
Tali violazioni erano poi state segnalate dalla minoranza nell’agosto
del 2006 (prima dell’apertura dell’impianto), ma non sono mai state prese in
considerazione dagli amministratori. Ricordiamo che il sindaco ha emesso, in
data 6 luglio 2007, l’ordinanza n. 40 con la quale dispone la chiusura immediata
dell’impianto di proprietà comunale ad opera del
gestore non autorizzato (e non interessato); l’ordinanza non è mai pervenuta né
alla locale Stazione dei Carabinieri né al Comando di P.M.,
che avrebbero potuto eventualmente sostituirsi alla ditta inadempiente nell’esecuzione
dell’ordinanza: in violazione dell’obbligo di legge e della stessa ordinanza,
l’impianto è quindi regolarmente aperto e gestito da una ditta abusiva.
La seconda interrogazione, invece, si
sofferma sul cimitero comunale. In merito si evidenzia che, nel consiglio
comunale del 09/06/2007, il gruppo del dr. Marrocco
presentò una proposta di deliberazione che avrebbe consentito – così come
prevedeva il programma della lista “Uniti per Calvi” – la restituzione dei risparmi
sui lavori di ampliamento (parliamo di circa 1.900,00 € per ogni acquirente di
una nicchiaia completa). Gli amministratori, invece,
contravvenendo al programma, hanno bocciato la stessa senza tuttavia
specificare come intendono destinare i circa 330.000,00 € residuati sui lavori.
L’interrogazione mira proprio a capire le intenzioni della
giunta sull’utilizzo di questi fondi dei cittadini, soffermandosi anche sul perchè siano stati esclusi dal sorteggio per l’assegnazione
dei loculi, coloro che – non essendo stato rilasciato il provvedimento di
concessione, e non rispettando la richiesta di versamento del saldo i requisiti
previsti dal regolamento di polizia mortuaria – non erano tenuti, per legge, a
versare il saldo per partecipare allo stesso.
La terza interrogazione si sofferma sullo
scandalo dell’appalto al Consorzio GEA. L’Autorità per la Vigilanza sui LL. PP., infatti, con deliberazione n. 50 del 20/02/2007, ha
definitivamente sancito l’illegittimità della relativa gara di appalto, per la
mancanza delle forme di pubblicità previste, e l’aggiudicazione ad una ditta priva
dei necessari requisiti di qualificazione.
Inoltre l’Autorità segnala che l’ing. Bonacci
non ha revocato l’appalto, pur in presenza di pareri
legali nei quali si evidenziavano le violazioni commesse. Ma ora emergono altri
inquietanti aspetti della vicenda, con possibili risvolti di natura penale.
Il Consorzio GEA, infatti, percepisce oltre 308.000,00 €
in un anno, di cui oltre 40.000,00 relativi a manutenzioni straordinarie che – per
stessa ammissione dell’ing. Bonacci (determinazione
n. 131 del 16/05/2007) – il Consorzio non ha mai eseguito né potrà mai eseguire,
anche qualora non venga rescisso il contratto.
L’interrogazione intende far luce su questi pagamenti
annuali, di oltre 40.000,00 €, in favore del Consorzio GEA per prestazioni mai eseguite,
e sul perché la giunta, con la delibera di n. 149 del 23/12/2004, abbia
richiesto due costosi pareri legali (che era invece tenuto a rendere il
segretario comunale) nei quali, il 4 marzo 2005, venivano
confermate le illegittimità di cui l’ing. Bonacci –
nella nota di revoca n. 8263 del 19/07/2004 – era già perfettamente a
conoscenza. Analoga richiesta è stata avanzata anche dalla Corte dei Conti, che
intende far luce su questi sprechi di denaro pubblico.
La quarta interrogazione, invece, torna
sulla vicenda del Patto di Stabilità 2006, e del suo mancato rispetto (come
attestato dal collegio dei revisori con la nota n. 1572 del 06/02/2007),
vicenda che al termine di una lunga diatriba tra la minoranza ed i revisori da
un lato, ed i funzionari e gli amministratori dall’altra – che per 5 mesi hanno
fatto di tutto per negare che il Patto di Stabilità non fosse stato rispettato
– ha visto la resa dei funzionari del comune di fronte all’evidenza contabile,
e la loro smentita di tutte le fantasticherie propugnate dal sindaco e
dall’assessore alle finanze.
Nella nota n. 6458 del 1° giugno 2007, infatti, i funzionari
di fiducia del sindaco affermano che: “il comune,
stando alla relazione dei revisori dei conti, non ha rispettato il P.S.I. per
l’anno 2006; ne segue che la discussione sia ormai di natura politica piuttosto
che tecnica”; e la discussione politica avverrà proprio in consiglio, quando
l’assessore alle finanze ed il sindaco dovranno spiegare perché, per 5 mesi, ci
hanno raccontato delle enormi sciocchezze.
La stessa interrogazione si sofferma inoltre su altri
sprechi di denaro pubblico, connessi alla pretestuosa vertenza del sindaco con la
comandante della P.M.,
dr.ssa Anna Caianiello, in cui il comune soccombente
è stato condannato a pagare alla comandante le spese di lite pari a quasi
900,00 €, mentre il comune ha dovuto sborsare, per il proprio legale, in una
causa persa sin dall’inizio, altri 2.754,00 €. Tuttavia il comune non ha, per
ora, ottemperato al provvedimento del Tribunale, e ciò comporterà un raddoppio
delle spese a seguito degli imminenti decreti ingiuntivi ed atti di precetto,
che saranno notificati al comune dal legale della comandante.
L’interrogazione mira proprio a capire perché non si sia ancora provveduto al pagamento delle spese liquidate
nella sentenza favorevole alla comandante Caianiello,
con il concreto rischio per l’ente di doversi accollare ulteriori spese.
La quinta interrogazione, parte dalle
dichiarazioni rilasciate dal sindaco in un articolo apparso su “Il Mattino” del
13/01/2007, riguardante lo stato di degrado in cui
versa il campo di calcetto alle spalle del 118. Il sindaco dichiarava infatti: “Purtroppo, quando si è parlato di dare in
gestione il campo di calcio a cinque, affinché i costi di manutenzione vengano
sollevati dalle casse comunali ci si è scontrati contro chi affermava che i
ragazzi dovevano giocare a calcetto gratis, e per questo motivo la questione si
è arenata.
Ora, però, che sussiste una questione di salvaguardia dell’incolumità
delle persone penso che si potrà serenamente discutere di assegnare la
struttura a qualche soggetto che possa metterla in sicurezza e offrire un servizio
ai cittadini che sia valido e funzionale; il tutto senza ulteriormente gravare
le casse comunali”.
La dichiarazione lascia perplessi, poiché i costi di
manutenzione effettuati per la suddetta struttura, a partire dal 15/06/2004, ammontano
esattamente ad € 0,00, come attestato ora, nella nota n.6561
del 04/06/2007, a firma dei responsabili dei settori ed in
risposta all’interrogazione n. 2099 del 19/02/2007, dove si legge “non è stato
eseguito nessuno intervento di manutenzione ordinaria/straordinaria al campo di
calcio a cinque in esame”.
Ne è testimonianza, tra l’altro, lo stato di degrado in
cui versa la struttura, oggetto anche di un servizio televisivo, trasmesso nel mese di luglio 2006 dall’emittente locale Telecapri Sport. In tale servizio, nel rispondere alle
domande del dr. Silver Mele, il sindaco dichiarava di essersi recato
personalmente sul posto, insieme all’assessore ai lavori pubblici,
all’assessore Zona ed al consigliere Fattore, e di aver messo in atto alcuni
interventi per ridurre i danni, grazie ai quali il campo di calcetto si trovava
nelle attuali condizioni e non in uno stato ancora peggiore.
L’interrogazione mira perciò a capire a quali costi di
manutenzione da sollevare dalle casse comunali si riferisse il sindaco nel
citato articolo, se non sono stati mai eseguiti lavori di manutenzione, quali
interventi abbiano messo in atto (lui e la sua squadra di assessori e
consiglieri) sul campo di calcetto al fine di evitarne l’ulteriore degrado, e
perché mai questi interventi non risultino dagli atti contabili.
Con la sesta interrogazione si chiede quali siano le ragioni della sospensione, ormai da svariati mesi,
dei lavori di completamento delle opere già avviate dalla precedente
amministrazione – come il campo di calcio, l’edificio polivalente, l’area PIP,
la manutenzione straordinaria della rete idrica, i 4 alloggi di edilizia
economica e popolare, l’ampliamento del cimitero comunale – fermi al palo nonostante
non vi possano essere problemi di liquidità di lavori già finanziati.
La settima interrogazione prende sputo da un
articolo del 1° giugno 2007, a firma del sig. Claudio De Lucia, in cui l’autore
paventa la possibilità che la mancata attivazione della linea ADSL a Calvi Risorta
possa essere legata ad ostacoli di natura amministrativa, frapposti alla Telecom dall’esecutivo.
L’autore dell’articolo, in particolare, riferisce di aver colloquiato
con due tecnici Telecom intenti ad effettuare un intervento
ad una cabina telefonica i quali, alla sua richiesta circa
i tempi di attivazione dell’ADSL, avrebbero testualmente affermato: “Chiedetelo
ai vostri amministratori, sono loro che si oppongono all’attivazione dell’ADSL.
Non ci mettono a disposizione quel pezzetto di terreno alle spalle del comune
per installare una piccola centralina”. L’interrogazione mira dunque a
supportare l’iniziativa del sig. De Lucia, e a capire come mai l’ADSL possa
raggiungere le sperdute campagne di Valdassano, e non
un comune come Calvi Risorta, tra gli ultimi della provincia non raggiunti
dalla linea veloce.
L’ultima interrogazione, infine, richiama
le note n. 5482 del 09/05/2007 e n. 6384 del 31/05/2007, con le quali il gruppo
del dr. Marrocco invitava il nuove
revisore dei conti, il rag. Salvatore Fattore di Sparanise,
nominato con i soli voti della maggioranza, a prendere visione della loro
relazione, allegata alla delibera di approvazione del bilancio 2007, con la
quale venivano evidenziate, in ben 37 pagine, innumerevoli irregolarità ed
illegittimità nella predisposizione del documento contabile, al fine di
verificare le anomalie segnalate ed eventualmente relazionare al consiglio
sulle stesse.
Il revisore, almeno per ora, ha omesso ogni forma di
controllo rientrante invece tra i suoi compiti, dal bilancio alla verifica di cassa
del I trimestre 2007 (ancora mancante), e con l’interrogazione si cerca di
capire se il presidente del consiglio comunale, il sindaco e l’assessore alle
finanze abbiano rivolto o meno analogo invito al
professionista, o avallato la sua incredibile omissione, che non garantisce il
controllo del consiglio sull’attività amministrativa della giunta comunale.
Come si vede la carne al fuoco è tanta, e alla fine del
consiglio potremmo capire qualcosa in più di quello che sta succedendo nel blindato
palazzo di vetro, in cui nemmeno i consiglieri di minoranza hanno più diritto
di accesso. Si spera soltanto che il sindaco non si chiuda a riccio, come al solito, avvalendosi della “facoltà di non rispondere”
attraverso la solita espressione “la richiesta è stata girata al responsabile
del settore competente affinché provveda in tempi celeri a dare risposta”,
risposta che, come consuetudine, non verrà mai data!