Una
centrale termoelettrica cambia il micro clima. Accade
nell’Agro Caleno
Caserta24ore,
23 giugno 2007
Gianluca
Parisi
Cambia il micro clima
nell’Agro Caleno, la cittadina di Calvi Risorta è la più colpita; la testimonianza degli agricoltori
e lo studio di un economista ambientalista.
La costruzione e il funzionamento, ormai a regime, della centrale termoelettrica
nel Demanio di Calvi – Sparanise ha
modificato il clima dell’area.
Il vapore usato per raffreddare il funzionamento della centrale, a causa dei
venti dominanti, si condensa ai piedi del massiccio appenninico del Monte
Maggiore alto circa 1000 metri, dando luogo a foschie e nebbie, sopratutto
nelle prime ore del mattino. L’umidità, la condensa e i vapori tardano a
diradarsi.
“Siamo a giugno, fa giorno alle cinque e alle sei di mattina i raggi di sole
già irradiano la terra, ma a Calvi questo non accade! – dice categorico un
agricoltore. A Calvi Risorta – continua - la foschia
si dirada soltanto verso le nove del mattino”.
Non si tratta di episodi, ma di un caso frequente; a
supportarlo il monitoraggio di un ambientalista il prof. Cassio Izzo già dei Verdi, ma che ha
abbandonato la politica per dedicarsi agli studi ambientali.
“Negli
ultimi mesi ho monitorato con il satellite l’area e statisticamente la mattina
ho constatato la presenza di nubi anomale, sulla piana
dell’Agro a ridosso delle montagne. Si tratta delle conseguenze del vapore
acqueo immesso nell’atmosfera dalla centrale. Purtroppo – continua il prof. Izzo – questo è l’aspetto più evidente ma meno
preoccupante, rispetto alle emissioni di polveri sottili, che non si vedono, ma
che sono molto più dannose per la salute”.
Il prof. Izzo ai tempi della costruzione della centrale
è stato molto attivo politicamente, appoggiando i comitati di cittadini che si
opponevano alla costruzione dell’impianto e per questo si era
impegnato attivamente con i Verdi.
“Purtroppo
– conclude – la costruzione della centrale è stata una
decisione imposta ai cittadini, un ‘comitato d’affari’ è riuscito a depredare
il territorio, aggirando leggi, autorizzazioni e soprattutto raggirando i
cittadini con false promesse di posti di lavoro, poi mai creati. Questo
comitato, per il quale c’è stata un’inchiesta da parte della procura di
Salerno, inchiesta che per quanto mi è tenuto di
sapere non ne è derivato alcun procedimento giudiziario, si è comportata un po’
come la Camorra quando sversava rifiuti nocivi sulle
proprie terre senza accorgersi che i primi a morire erano i propri figli”.