Ecoquattro, cessione a prezzo di
favore
Portale
di Pignataro Maggiore, 25 aprile 2007
Nel seguente articolo pubblicato a pagina 31 dal quotidiano "Il Mattino" il giorno
25/04/07 la giornalista Rosaria Capacchione, traccia
un quadro con molte nubi nella gestione del Consorzio CE4 e della società a
capitale misto Ecoquattro, braccio operativo del
consorzio.
"Nelle oltre trecento pagine dell’ordinanza di custodia
cautelare firmata dal gip Alessandro Buccino Grimaldi sono ricostruiti
due anni di gestione del consorzio di bacino Ce4 (che copre una ventina di
comuni dell’area del litorale) e della società a capitale misto Ecoquattro, braccio operativo del consorzio. Le
intercettazioni telefoniche e ambientali hanno documentato scambi di favore, la
compravendita di posti di lavoro (in cambio di voti o comunque
dell’appoggio politico), piccoli e grandi episodi di corruzione: telefonini, fasciatoi e passeggini per l’ultimo nato, pneumatici nuovi
per l’auto, denaro. Non tutti i beneficiari dei regali sono indagati, ma in
alcuni casi la contestazione ha riguardato pubblici funzionari: l’ex capo di
gabinetto di Corrado Catenacci, Ernesto Raio, che fu
destinatario anche di una misura interdittiva; un componente del gruppo antimafia in prefettura, Salvatore Andreozzi; un ispettore di polizia, Giovanni Romano. Ma il
punto centrale dell’inchiesta della Guardia di Finanza di Mondragone
riguarda la cessione delle quote di private di Ecoquattro (il cui valore complessivo era stato stimato,
con una perizia che Dda e gip
ritengono di favore, in 21 milioni di euro) al consorzio Ce4. Vendita il cui
corrispettivo è stato pagato con una cessione di
credito che, recita l’accusa, non sarebbe stata avallata correttamente dal cda del consorzio. I verbali necessari all’anticipazione
del corrispettivo ai fratelli Sergio e Michele Orsi, indagati per truffa e
falso con l’aggravante del favoreggiamento della camorra, sarebbero stati
falsificati. È questa l’operazione che coinvolge Giuseppe Valente, ex
presidente del Ce4, e Claudio De Biasio, all’epoca dei fatti direttore generale
dello stesso consorzio."
In considerazione di ciò non sarebbe auspicabile e moralmente corretto che
tutti coloro che hanno intrattenuti rapporti
istituzionali nonchè incarichi nel suddetto consorzio
chiariscano la loro posizione, in modo da dissipare ogni dubbio, fermare questa
campagna di odio, e garantire un percorso civile alla competizione politica
locale. I cittadini ve ne saranno grati.