Non c’è più un filo di rame al cimitero di Calvi Risorta

Caserta24ore, 17/04/2007

(Gianluca Parisi).

Non c’è più un filo di rame al cimitero di Calvi Risorta. Domenica mattina i cittadini caleni che si sono recati a visitare i propri cari defunti, sono stati costretti ad entrare da un ingresso secondario, quello del cimitero vecchio. Questo perché la volta dell’ingresso principale, abbellita da supporti in rame è ora pericolante. I ladri hanno praticamente sradicato dalla cupola la volta in rame, rendendo la struttura a rischio di crollo.

E’ una vera e propria emergenza, l’alto costo raggiunto dal metallo, spinge sempre più avventurieri più o meno organizzati a prelevarlo ovunque si trova. I cimiteri sono luoghi privilegiati perché si agisce di notte indisturbati. È la nuova corsa all’oro, ma senza miniere sudamericane o paesaggi del selvaggio west. Questa è una grigia caccia metropolitana o al massimo tra le sterpaglie, che tra i risultati ha quello di provocare ritardi di ore sui treni e, ogni anno, danni per tre milioni di euro alle Fs, costrette a riaggiustare le linee e rimborsare i passeggeri inferociti.Obiettivo della caccia è l’oro rosso, il rame che ha triplicato il suo valore in 3 anni e oggi vale 8mila euro a tonnellata. Oro che attira poveri e disperati pronti a tranciare cavi elettrici sopra e lungo i binari delle ferrovie.

E’ una vera e propria emergenza su tutto il territorio nazionale. È il rame, l’oro rosso, che spinge i ladri (spesso nomadi) a introdursi sui tracciati ferroviari, nei cantieri edili e stradali. A Milano da mesi i convogli della linea Verde viaggiano a vista, a 30 all’ora perché i ladri più volte hanno rubato le traversine di rame facendo saltare il controllo automatico del traffico. Furti a ripetizione si sono verificati anche sulle due linee ferroviarie quella dell’alta velocità per Roma; e nel mirino ci sono anche i luoghi più impensabili, come il cimitero di Calvi Risorta.