Sodano: «L'ecomafia
assalta lo Stato»
Il presidente della commissione
ambiente del Senato commenta l'arresto, avvenuto il 5 aprile, del
sub-commissario per l'emergenza rifiuti in Campania: «La gestione commissariale
ha fallito, ripristiniamo l'ordinarietà»
Silvana Santo
lanuovaecologia.it, 6 aprile 2007
«Fermo restando che per i giudizi definitivi
bisogna aspettare la conclusione del lavoro della magistratura, di sicuro questa vicenda getta ombre pesanti sulla gestione
commissariale dei rifiuti in Campania. Mi chiedo come sia possibile che dopo 13
anni di commissariamento, nonostante la presenza di
una personalità di indubbia caratura morale come Bertolaso, sia potuto accadere un fatto simile». È il commento di Tommaso Sodano, presidente della
commissione ambiente del Senato, all'arresto di Claudio De Biasio, il
sub-commissario per l'emergenza rifiuti in Campania, fermato nei giorni scorsi
con l'accusa di truffa aggravata. Nella giornata di ieri, il senatore aveva
chiesto e ottenuto che De Biasio venisse allontanato
dall'incarico che ricopriva dallo scorso 15 marzo.
Che peso può avere questa vicenda nel futuro della
gestione dei rifiuti in Campania?
Gli arresti dei giorni scorsi confermano una volta di più l'esigenza di
ritornare quanto prima ad uno stato di ordinarietà. Si tratta dell'ennesima prova che la gestione
commissariale non solo non ha risolto l'emergenza rifiuti, ma non è nemmeno
riuscita ad escludere la presenza della criminalità organizzata. Credo che a
questo punto sia necessario un momento di profonda riflessione su quanto è
stato fatto finora, anche alla luce della nuova normativa regionale, che ha
complicato ulteriormente la situazione.
L'inchiesta della Dda che ha portato agli
arresti di martedì fornisce elementi nuovi sul ruolo
della criminalità organizzata?
Il coinvolgimento della camorra non è una novità. La criminalità
organizzata gestisce da tempo pezzi ordinari del ciclo
dei rifiuti, dall'individuazione delle aree per le discariche alla loro
gestione. Ma se adesso le indagini confermassero che la camorra è riuscita ad
interferire nella nomina di un sub-commissario, ci troveremmo davanti a un vero e proprio attacco agli organi dello stato.
In che senso?
Il commissariato straordinario è una struttura governativa. Se venisse confermato che la camorra è riuscita ad inserirvi un
uomo di propria fiducia, ci troveremmo di fronte a un fatto davvero clamoroso.