Turismo, arte,
economia: appello all’impresa
Il Mattino,
15 marzo 2007
GUIDO ARDONE
Promuovere, valorizzare, fare sistema,
creare sinergie. Sono queste le linee guida per
rilanciare il turismo culturale nella provincia di Caserta.
A
tracciarle, nella sede romana della Regione Campania, il presidente Alessandro De Franciscis,
che ha aperto ieri pomeriggio il convegno «Beni Culturali, via per lo
sviluppo del territorio», nell'ambito della «Settimana delle Province».
«Terra di Lavoro non può essere
rappresentata solo dalla Reggia vanvitelliana o
dall'anfiteatro romano di Santa Maria Capua Vetere - ha detto De Franciscis
in apertura dei lavori -. Il turismo nella nostra provincia
resta ancorato ai due fiori all'occhiello di un patrimonio che, però, è molto
più vasto, composto di tante piccole bellezze che non sono valorizzate in
maniera adeguata».
Questo patrimonio resta sconosciuto e,
di conseguenza, nella provincia di Caserta si registrano appena il 5% delle
presenze annue in tutta la Campania, visto che sono
Napoli e Salerno, soprattutto in virtù del turismo balneare, a fare la parte
del leone.
È un problema, dunque, di visibilità,
ma anche di infrastrutture: «Se proviamo a immaginare la giornata tipo di un turista che ha appena
visitato la Reggia, ci renderemo conto delle difficoltà che incontrerebbe negli
spostamenti verso gli altri siti, spesso difficilmente raggiungibili».
Sulle possibili sinergie si è invece
concentrata l'assessore alle Politiche culturali Panella, che ha lanciato un
appello a «un'imprenditoria illuminata, disposta a
investire nel settore per creare un vero e proprio Distretto culturale: tra
turismo e arte ci può essere un rapporto di interscambio, vantaggioso per
entrambi, ma senza un'adeguata rete di viabilità, senza punti di ristoro e
altre infrastrutture si rendono possibili solo le gite mordi e fuggi».
In effetti, la maggior parte dei
pacchetti turistici prevedono «solo un paio d'ore di
visita alla Reggia, per poi tornare immediatamente a Napoli - riflette
l'assessore al Turismo, Farina -
Degli oltre cento comuni della provincia di Caserta, ognuno ha il suo tesoro da
svelare, ne ho conosciuti di nuovi anche io in questi 18 mesi di incarico
all'assessorato».
Capolavori nascosti o non
sufficientemente valorizzati: sul depliant del convegno si è scelto quindi di
inserire l'immagine di una delle Matres Matutae custodite nel Museo Campano di Capua,
la cui storia è stata raccontata con passione (e con l'ausilio di un repertorio
di immagini) dal docente di Urbanistica, Carlo Rescigno, mentre un finanziamento di un milione e mezzo di
euro servirà a recuperare il castello di
Cales (oggi CALVI Risorta), come
annunciato dal direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici, Stefano De Caro.
L'appello all'imprenditoria illuminata
dell'assessore Panella è stato raccolto, infine, dal
presidente regionale di Confindustria, Cristiana Coppola, che ha parlato di
«una cooperazione tra pubblico e privato, da cui possa nascere un approccio
rivoluzionario alla gestione del turismo congressuale e culturale.
Bisogna sperimentare nuove strade,
seppur con prudenza, creando pacchetti particolari per i turisti», incrociando
ad esempio l'interesse per il ricco patrimonio artistico con quello
enogastronomico e delle tradizioni popolari.
E proprio «Le
Reali produzioni di Terra di Lavoro» saranno il tema della seconda giornata di
dibattito, in programma oggi pomeriggio.
Prevista la
presenza, tra gli altri, dell'assessore regionale alle Attività Produttive, Andrea Cozzolino.