GRAVISSIMO FURTO: LE ISTITUZIONI NICCHIANO!!!

            

Calvirisortanews, 09 marzo 2007

 

Vito Taffuri

 

I ladri di nuovo in azione; questa volta, rubano uno dei furgoni dell’associazione APAC di Calvi Risorta, in effetti, si tratta di un Fiat Ducato, modello vecchio.

 

Quindi ancora una volta, è stata portata a termine un‘azione vergognosa e gravissima, visto che ad essere colpita è stata un’associazione apartitica e soprattutto impegnata solo per il sociale e per la crescita del paese.

 

A proposito del vergognoso furto, abbiamo raggiunto telefonicamente il dr. Aldo Izzo, segretario comunale del comune della vicina Sparanise e nonchè uno degli storici fondatori dell’associazione APAC di Calvi Risorta, che con un filo di voce commentava arrabbiato il furto subito: “rubare è un'azione indegna dell'uomo, sempre, e ancor di più lo è rubare a chi ha meno di noi. Ma non sarà un furto vigliacco, per quanto grave, a fermare la nostra associazione nel suo impegno a favore dei più deboli, sappiamo di poter contare su tanti amici, soci, Associazioni, singoli cittadini, che ci hanno dimostrato la loro fiducia e la loro stima”.

 

Calvi Risorta è una città davvero difficile, dove portare avanti un’associazione sembra davvero impossibile delle volte. Il furto ci ha segnato profondamente; non neghiamo che ha persino intaccato la speranza di poter cambiare qualcosa nella nostra città. Andremo avanti, ci rimboccheremo le maniche, ma abbiamo bisogno di tutte le persone che credono in noi, in quello che facciamo e che soprattutto credono che un mondo migliore sia possibile.

 

Ormai a Calvi Risorta, con quest’ennesimo atto criminoso, le associazioni calene, sono sotto il mirino criminale di balordi; questo lo testimonia il fatto che anche la protezione civile, retta dal maresciallo dei carabinieri in congedo Francesco Zona, con i tanti atti intimidatori, li hanno portati alla disperazione fino al punto di arrivare a far chiudere la sezione della protezione civile, che si trovava in piazza Umberto I nella frazione di Zuni.

 

Invece, con questa ultima azione di minicriminalità hanno in ogni caso impoverito l’associazione APAC dei mezzi primari quotidiani per la vita dell’associazione calena. A questo punto ci chiediamo “è normale quello che sta accadendo, oppure rientra nelle statistiche annuali delle forze dell’ordine?”

 

Per il momento le istituzioni a Calvi Risorta sono assenti, la prefettura fa orecchie da mercante, i carabinieri purtroppo sono sommersi da esposti anonimi pur di ingolfarli al punto di deviare le indagini e denuncie più importanti, le quali potrebbero dare importanti risultati.

 

Questa è la realtà, è inutile nascondersi dietro un muro di gomma.

 

Insomma, nessuno sì interessa alla comunità calena, ma soprattutto chi dovrebbe garantire la sicurezza pubblica è latitante, tutto questo accade solo dove lo Stato è assente, come nella nostra cittadina calena.