Chiusura RSA e Guardia Medica: i Sindaci si ribellano

 

Portale di Pignataro, 06 marzo 2007

 

La decisione di chiudere l'R.S.A. di Calvi Risorta ed una delle due guardie mediche di Pignataro o Sparanise, ha fatto ribellare i sindaci del distretto sanitario n. 41.


I Sindaci di Pignataro, Calvi Risorta, Sparanise, Giano e Rocchetta, si sono riuniti per manifestare il loro forte disagio per le decisioni che l'ASL e la Regione Campania prendono a discapito dei cittadini dell'Agro Caleno.


Al termine della conferenza i Sindaci hanno spedito una lettera al Governatore della Regione Campania Antonio Bassolino, all'Assessore alla Sanità della Regione Campania, al Direttore Responsabile del Distretto Sanitario n. 41 ed al Direttore Generale dell'Asl Caserta 2.


Questo il testo del documento:

 

"I sindaci del distretto sanitario n. 41 rappresentano la necessità di mantenere le due Continuità Assistenziali [ex Guardia Medica n.d.r.] in presenza di un territorio disomogeneo da un punto di vista territoriale. La presenza di una sola Continuità creerebbe disservizio all’utenza dell'intero territorio dovendo le unità mediche spostarsi di decine e decine di chilometri. La proposta dei sindaci, preso atto che le strutture attualmente usate dal distretto sono ad integrale costo degli enti comunali, è quella di rapportare i servizi del distretto e di mantenere entrambe le Continuità Assistenziali di Pignataro e Sparanise. E' pensabile, al massimo, coordinare le stesse nei limiti delle disponibilità economiche. I sindaci, inoltre, condannano l'atteggiamento della Direzione Generale e della Regione Campania che, ad oggi, e dopo la scadenza dei contratti in essere dal personale ausiliario (OTA) della R.S.A. di Calvi Risorta, nulla hanno posto in essere per la risoluzione del problema avendo in questo modo pregiudicato totalmente il servizio. I Sindaci del distretto condannano, infine, l'atteggiamento del Direttore del Dipartimento di Prevenzione che, nonostante la riattazione dei locali di via Iannotta di Pignataro Maggiore, di proprietà aziendale, non ha ancora rilasciato, da oltre un anno, l'autorizzazione al rientro dell'Unità Operativa Prevenzione Collettiva (UOPC)".