ENNESIMO FURTO ALL'ANTICA CALES: LE ISTITUZIONI NICCHIANO!!!

            

Calvirisortanews, 03 marzo 2007

 

Vito Taffuri

 

Continuano i furti all’antica Cales. Tornano i “Tombaroli”, questa volta hanno rubato due colonne romane che si trovavano all’interno del teatro e diversi reperti storici.

 

I ladri, durante il raid notturno, hanno usato una gru in quanto le colonne erano molto grandi e pesanti, quindi è stato un colpo da veri professionisti. Tutto questo, accade sicuramente in quanto tutta l’aria archeologica è in effetti incustodita e abbandonata.

 

Da sempre ormai stanno facendo veramente fortuna i tombaroli, che ormai arrivano da ogni parte della provincia. Nessuno fa nulla per fermare tali gravi atti criminosi e soprattutto le istituzioni competenti fanno orecchie da mercanti.

 

Ci vorrebbero dei controlli serrati soprattutto nelle ore notturne mentre, proprio in queste ore, i ladri ne approfittano e sicuramente facendolo con molta tranquillità tanto nessuno li disturba visto che è tutto all’abbandono totale, piano piano stanno portando via un pezzo di storia di Calvi Risorta.

 

Come sembra, tutti questi reperti archeologici finiscono nelle ville dei boss della mafia e dalla camorra, che in effetti, pagano fior di  milioni di euro, pur di entrarne in possesso. C’e anche da affermare che in ogni modo, ci sono bande ben organizzate che compiono tali furti certamente eseguiti su commissione, per noti boss di noti clan che si sono anche radicati all’estero.

 

Attenzione però, c’e anche da dire che il più delle volte, gli acquirenti di questi oggetti o reperti sono anche noti avvocati importanti o giudici o addirittura politici importanti. Insomma, come sembra, le categorie di acquirenti vanno dal boss di un clan mafioso a un colletto bianco e infine, non dimentichiamo il doppio canale di qualche impiegato infedele della sovrintendenza, in quanto anche questi ultimi hanno il loro mercato illegale per importanti clienti, che in ogni caso, restano anonimi.

 

Quello che si spera è che si faccia veramente di più per questo tipo di fenomeno criminoso, che cresce giorno dopo giorno. In conclusione, quello che si è sempre sperato, è che almeno le istituzioni addette al controllo del territorio, possano almeno loro dare un freno a quello che sta colpendo l’antica Cales e soprattutto che si possa dare continuità alla storia di Calvi Risorta, per il momento calpestata da chiunque, senza essere difesa.