Silvestro
Leone: la spartizione dei pani e dei pesci…
Redazione, 22 febbraio 2007
Di seguito riportiamo
una email arrivata in
Redazione dall’amico Silvestro Leone:
“Spett.le redazione, raccolgo con
piacere l’invito di Silver Mele ripreso dalla rassegna stampa pubblicata sul
sito, intento ad aprire un confronto-dibattito su come si svolge la vita
politica e sociale nella nostra Calvi. Già il forum del sito ripercorre il
quotidiano caleno, riproducendo sostanzialmente aspetti di notevole interesse
politico e sociale ma celati dall’anonimato o con appellativi di fantasia,
fatta eccezione per qualcuno. Ogni opinione esternalizzata
in qualsiasi forma è meritevole di rispetto perché contribuisce alla crescita
democratica della società, e quindi ben venga il forum, ma ritengo quanto mai opportuno in questo
momento caratterizzato dal diffondersi della “moda dell’anonimato”, aderire ad un' iniziativa che ha finalmente una paternità dichiarata.
Ognuno dovrebbe assumersi le responsabilità delle proprie
affermazioni, non si può lanciare
il sasso e nascondere la mano.
Non
entro nel merito della requisitoria di Silver all’amministrazione comunale,
almeno in questo primo contatto, ma ciò che mi ha spinto a scrivere è il gesto coraggioso
che lo ha portato ad una pubblica e sentita autocritica, pur di preservare le
libertà individuali che caratterizzano ognuno di noi. Non mi sorprendono
affermazioni come disinformazione, piani orditi nelle stanze segrete, la
concezione del piatto di lenticchie, rispecchiano ciò che avviene nei ranghi
più alti della politica e della società civile, dove è ormai evidente la
pochezza di una classe dirigente che, in virtù della logica assolutoria del do
ut des, si è attestata su una mediocre azione di indirizzo politico e gestionale. Gli scandali
attraversano la società a 360 gradi, dalle banche alla telefonia, dalle scuole
ai trasporti, dalle veline al pallone.
Ma
la politica è anche l’arte della mediazione, la ricerca di un continuo
compromesso tra le varie posizioni che si confrontano intorno ad un tavolo, in
un’aula, in piazza o in un bar. Per quanto riguarda il nostro piccolo, analizzando
i dati delle ultime elezioni amministrative, mi sono resoconto di appartenere di colpo ad una
comunità che dovrebbe rappresentare una nicchia di eccellenza,
una culla dove si allevano
amministratori capaci di approdare sino alle poltrone romane, un luogo
dove il culto della politica è un valore intrinseco al territorio. Calvi, con
circa 6 mila abitanti, ha espresso 2 canditati regionali e ben 6 alla
provincia, roba da guinnes dei primati, e tale da
smentire la carenza di personalità politiche di
rilievo, salvo poi restare a bocca asciutta.
Ma
non credo sia così, è proprio in questi momenti che viene fuori lo spessore
politico che contraddistingue chi cerca di tutelare l’interesse collettivo da
un mero tornaconto personale. Comprendere che fare un passo indietro nell’interesse
generale è sinonimo di serietà e credibilità è cosa da
pochi, e questo a Calvi non avviene, tutti vogliono emergere, tutti vogliono
apparire tutti cercano la scalata, e
nessuno fa autocritica, almeno fino ad ora.
L’arrivismo
personale a tutti i costi ha superato anche il buon piatto
di lenticchie, forse bisognerebbe provare con la spartizione dei pani e dei
pesci, almeno con due portate certe si può attenuare la fame di 6 mila persone”.
Firmato
Silvestro Leone