Assemblea aperta dopo
i raid vandalici
Il Mattino, 3 febbraio 2007
Giuseppe Borrelli
«Chi è arrivato a
intervenire sui meccanismi dell’acquedotto comunale, domani può farlo anche sull’acqua
che arriva nelle nostre case».
Forti le dichiarazioni del sindaco Giacomo Zacchia,
il quale all’indomani dei raid vandalici alla piscina comunale, all’edificio
polivalente e all’acquedotto comunale (è stato manomesso addirittura un motore
di pompaggio) che seguono di pochi giorni quelli commessi ai danni di due
istituti scolastici, ha convocato per domani mattina
una pubblica assemblea con tutta la cittadinanza.
L’attacco alle strutture comunali
dell’altra notte, questa volta fa registrare un salto di
qualità: i vandali hanno provato ad appiccare un incendio nei locali
della piscina, a portare via la caldaia dell’edificio polivalente e danneggiato
il pozzo in località «Chiesa vecchia».
Quest’ultimo raid
è quello più inquietante, considerato che in primis i
guastatori hanno dimostrato di conoscere gli snodi essenziali della rete idrica
comunale.
«Questa è un’intimidazione a tutti i
livelli - dice il sindaco Giacomo Zacchia - prima i
misteriosi furti alla Piscina, poi i ricorsi anonimi per farla chiudere. Poi
ancora i sabotaggi alle cabine della corrente, le scuole devastate, i furti al
costruendo cimitero, le luci votive e quelle celebrative dei defunti asportate la notte del primo novembre. E
ancora i ricorsi anonimi contro lo stadio, contro l’edifico polivalente, la
sede della Protezione Civile, le giostre nei giardini pubblici, i dipendenti
comunali e i servizi tutti. Ma arrivare a toccare
l’acquedotto è qualcosa di veramente preoccupante per tutti noi».